io, Paolo e Mariapaola

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Maurizio Fani

Paolo
ti ringrazio dell’immeritata menzione.
Se
ho fatto quello che ho fatto non è perché sono buono, generoso, altruista.
Queste sono denotazioni oramai da lungo tempo superate. L’ho fatto solo perché
provo un istintuale e profondo piacere nell’aiutare le persone a capirsi e a comprendere
i molteplici meccanismi che influenzano la vita senza che se ne rendano
minimamente conto. Oltre a fare succhi e composte nella mia piccola azienda
agricola sono anche psicologo e psicoterapeuta insieme alla mia compagna
Monica. Io personalmente svolgo questa attività da oltre 25 anni e l’ho quasi
sempre fatta in maniera totalmente gratuita. 
Pur non essendo affiliato a
nessuna confraternita di sorta ho sempre adottato il principio primo dei
guaritori Rosa+Croce sul dovere della gratuità. Solo in pochi casi non ho
rispettato questo principio perché era necessario fare diversamente.

Ho
iniziato questo mio personale percorso quando ho incontrato Anna Silva una
persona davvero speciale con la quale ho condiviso per nove anni studi,
ricerche, indagini, parte della vita e conosciuto migliaia di persone.
Anna è una sensitiva molto forte e brava. 
Spesso siamo stati chiamati negli ospedali e abbiamo lavorato con
diversi medici e ipnoterapeuti. Da lei ho appreso esperienzalmente tantissimo e
il fatto di averla incontrata ha cambiato totalmente la mia vita. Quindi io
parlerò di cose che non solo posso anche aver letto,  ma che ho certamente vissuto personalmente.
Nei casi di tumore la media delle persone che guariscono si aggira sul 25/30%,
non di più. Ho accompagnato fino all’ultimo respiro diversi individui e molti
di questi mi hanno confessato che sapevano che seguendo ciò che gli dicevo
sarebbero guariti ma non lo potevano/volevano fare. Nessuna di queste persone è
morta sorridendo o in pace. Queste sono esperienze che comunque rimangono
impresse in eterno.
Come
hai ben scritto la malattia è un messaggio dell’anima che tu devi ascoltare.
Anche perché prima di ammalarsi di tumore sono infiniti i messaggi di disagio
che saranno arrivati, tutti rigorosamente inascoltati.
E’
un’ultima chance! Il cancro non va combattuto con violenza con metodi come
chemio, radio e chirurgia invasiva. La malattia va amata e ringraziata perché
attraverso la sua presenza noi cresceremo, ci evolveremo.
Il
disagio di Mariapaola, è evidente, dura da tutta una vita. Le previsioni
dello psicologo Dr. Foglia si sono avverate. In fondo era abbastanza facile
farle. 

Mariapaola si sarà informata nella vita su un sacco di cose ma poi non
le ha mai messe in pratica. Perché?

Nella
famiglia di Mariapaola ci sono state molte morti di cancro (la madre e così
via). Fatalità?
In 
famiglia hanno avuto anche un caso di omicidio/suicidio con coltellata al
cuore, pare proprio dalla parte dove Mariapaola aveva inizialmente il problema. 

Di questo non si poteva/doveva mai parlare (lo ha detto a me la sorella) . Un
caso?

Le
immagini costituiscono l’alfabeto dell’energia. Anche la scienza sta
riconoscendo il valore delle immagini. Sono una estrema sintesi dinamica del
problema, devono essere percepite, capite e energeticamente sciolte con  l’indispensabile aiuto del malato, poiché per
guarire deve capire.
Se
sopra il petto di Mariapaola proprio nella parte offesa ho percepito una
immagine che rappresentava un gancio molto antico che da gancio si è
trasformato in chiodo ed è penetrato dentro, consegnando così uno scenario di
forte presa energetica (vampirizzazione) da parte di altra realtà, con a
seguire una successione di volti, anche questo è un caso? Un vaneggiamento?
Materiale
per lavorare con lei non mancava. 

Poi certamente la cosa avrebbe preso una sua
dinamica e si sarebbe staccata da quel problema familiare e, forte come è,
avrebbe risolto, per conto mio, in tempi brevi.

Invece
ha preferito accelerare la patologia! Contro la volontà della persona non si
può andare! Non si deve andare! Nell’Universo la somma è sempre zero, ed è
sempre tutto perfetto.
La
psichicità è attività intenzionale con un proprio fine e un proprio progetto
(l’informazione cioè una azione che dà una forma), L’individuo può
essere “clonato” dal sentimento di un altro, cioè può essere vissuto e
metabolizzato dalla realtà dell’interesse di un’altra persona.
Nella
famiglia di Mariapaola ci sono state molte morti di cancro (la madre e così
via). Coincidenze?
In
sostanza nell’affettività vi è un passaggio di informazione che è di interesse
del mandante – la madre, l’amato, il socio, il fratello, l’amico, il nemico,
perché per “affettiva” s’intende sia amore che odio – cioè mentre il soggetto
riceve e vive quell’ informazione, vi dipende e vi è condizionato, perché è
convinto di essere lui a volere, a controllare, a scegliere. In realtà, non è
così: il suo Io è travolto da una informazione alla quale egli aderisce con
piacere, fino al suicidio se è necessario.
E’
proprio questo che per me è successo a Mariapaola! Non ha caso dove ha voluto
andare per “farsi curare”?  
Nella stessa città della sua famiglia.

il gioco in parte si chiuderà. Purtroppo questa catena continuerà a pretendere
sangue e vita e qualcun’altro/a dovrà prendere il suo posto, oppure il mandante
morirà.
Per
coloro che pensano che doveva essere trattata con rudezza io credo che nulla
sarebbe cambiato. In queste situazioni non c’è molto da fare.
Queste
argomentazioni possono apparire anche strane ma sono possibili e non
considerarle è certamente cosa che non denota una grande attività intellettiva.
Mariapaola è certamente meno ipocrita della maggioranza delle altre persone. A me ha
dichiarato che lei sa che poteva guarire ma non lo voleva. Certamente era sotto
morfina, analgesici, antidepressivi e mille altri farmaci, ma la lucidità
distruttiva non l’ha mai abbandonata. Più le persone le parlavano in termini
positivi e più era in grado addirittura di subire più danni di quelli che il
tumore stesso le stava provocando. 
Gli stessi medici (li ho sentiti io) non
comprendevano il suo quadro clinico poiché i peggioramenti non erano in linea
con gli accertamenti. 
Insomma lei riusciva a stare peggio anche dei danni
causati dalle metastasi. Infatti quando il flusso di incitamento si è calmato
il tutto è rallentato, Incredibile? No. E Paolo lo può testimoniare.
Mariapaola per me era anche una persona particolare. Lo si percepisce bene, nonostante
la  devastazione causata dalla malattia,
quando l’ho vista per la prima volta, aveva una piccola luce dietro gli occhi.
Sono convinto che le qualità sensibili di Mariapaola siano state sempre tenute
nascoste da lei stessa. Peccato perché se le avesse coltivate l’epilogo sarebbe
certamente stato diverso.
La
maggioranza delle persone “non vuol sapere” vanno in chiesa a chiedere la
grazia al santo di turno ma della loro sacralità non se ne curano minimamente.
Fanno il giro dei luminari ma non si informano sulle cause del loro problema,
Si disperano, piangono ma non si cercano, non vogliono saperne. Il famoso
“conosci te stesso” per loro è poco più di uno slogan.
Fino
a quando il pensiero dominante sarà quello di combattere il cancro, combattere
le terapie alternative, combattere anche le terapie ufficiali non ne usciremo
mai. Si, è vero, la medicina ufficiale con tutti gli interessi economici che
ha, con il desiderio di dominazione delle menti in tutti i modi possibili che
viene esercitato, con l’ignoranza (non conoscenza) della classe medica, non è
facile vedere una alternativa.
Tutte
le “cure” possono solo essere d’aiuto. 
Coloro che sono usciti dal cancro hanno
tutti modificato il proprio stile di vita, i propri affetti, le proprie
credenze. Sono cambiati! Questo per me rimane la cura migliore, l’unica capace
di fare veramente la differenza. Tutto il resto, se proprio si vuole, viene
dopo.
Comunque
mi piacerebbe che non si parlasse più di cure contro ma di cure a favore
dell’anima, dello spirito, della salute, della vita.
Paolo
ti ringrazio. Sono felice di averti conosciuto anche in questo triste contesto.
Ti ho sempre confessato che quello che ammiro in te e che raramente trovo in
giro è il coraggio e la spiritualità. Questo certamente ci accomuna. Passeremo
momenti migliori, il viaggio sarà sempre foriero di cose belle e interessanti.
Anche in questa occasione saprai trarre il meglio per la tua vita. Ne sono
convinto!
Ho
sempre pensato che la vita non sia una corsa di tanti singoli separati gli uni
dagli altri verso una meta, ma un comune procedere dove è
normale aiutare chi rimane indietro. Solo quando ci saremo aiutati tutti, ma
proprio tutti, gli uni con gli altri, potremo definirci esseri umani.
Una carezza a Mariapaola da parte mia, fra poco sarà
libera e capirà.

Maurizio
Grazie Maurizio.
Pubblico la tua lettera come un vero e proprio articolo, anche se tu volevi postassi come commento all’articolo, perchè penso possa essere utile a molti che leggeranno.
In questo momento stiamo aspettando la dottoressa (che arriverà verso le nove e mezza e le proporrà un’altra chemio) e Mariapaola dovrà decidere in modo netto: o terapia tradizionale o Di Bella. Dopo, non ci sarà più spazio per decidere perchè se io posso stare dietro alle sue indecisioni, non si può pretendere che i dottori facciano altrettanto quindi anche una sua indecisione costituirà per il dottore un rifiuto di essere curata, e sarà in sostanza una decisione.
Mi sta chiedendo di aiutarla a decidere abbiamo parlato e ora parleremo ancora. Non so cosa deciderà.
So che la sua decisione non sarà una decisione così scontata e come al solito stupirà molti. 
La foto che posto è la foto di un viaggio in Germania che facemmo anni fa, in moto. La attanagliava la paura dei viaggi, ma lo affrontò lo stesso, contro tutte le aspettative.
Certo, era talmente ansiosa che dovevamo fermarci sempre. Nella foto infatti è in preda ad un attacco di ansia.
Ma alla fine il viaggio lo abbiamo fatto.
Così sarà anche per questa volta.

21 Commenti

  1. Orgogliosa di voi. Orgogliosa di leggerti. Orgogliosa di esserti amica su FB. Orgogliosa di quanto mi arricchite. Orgogliosa di te… amico dell'anima di Mariangela… degno di lei…..
    E' un male che fa bene….

  2. sono CONVINTA che Mariangela, come dice Paolo ci stupirà anche questa volta per la sua scelta, IO SO CHE MARIANGELA VUOLE VINCERE , ha solo bisogno di sentire che siamo tutti MA DICO PROPRIO TUTTI CON LEI , PER DIMEZZARE E SCIOGLIERE ANCHE STAVOLTA QUESTA ENNESIMA ANSIA PER SEMPRE… I LOVE YOU MARIANGELA … UN ABBRACCIO UNIVERSALE… <3 <3 <3

  3. cit." Comunque mi piacerebbe che non si parlasse più di cure contro ma di cure a favore dell’anima, dello spirito, della salute, della vita."

    E' questa la strada.

  4. Forse Mariangela sa meglio di tutti noi cosa è meglio fare, forse in fondo se deciderà verso l'epilogo lo farà perchè potrà risistemare azioni che riguardano l'intera famiglia e non solo la sua vita….ciò che appare come fine e dolore non è mai fine a se stesso…
    grazie e un abbraccio forte
    Silvia Galluzzo

  5. Bella e sincera lettera…complimenti anche a te paolo per tutto quello che fai per la tua amica…e per il tuo blog!!

    Moebius

  6. Potrà sembrare una banalità, inutile e demagogica, e non realistica, ma se il soggetto (la povera Mariangela) viene sottoposto ad uno shock, potrebbe cambiare il suo modello mentale, negativissimo nel caso di M. Trattarla male come suggeriva qualcuno è una idiozia. Direi che sortirebbe l'effetto di amplificare la tristezza e giustificare un acuirsi del vittimismo e della depressione. Il soggetto dovrebbe essere preso, contro la sua volontà, sradicato dal suo ambiente di vita e proiettato in un contesto di vera morte e sofferenza. Dove muoiono i bimbi per le mine, dove le madri si disperano con in grembo i figlioletti senza vita, sparati o peggio. E li, deve aiutare, aiutare e aiutare. Donarsi, dare un senso al suo intreccio di vuoti e tristezze, capire la depressione, capire, non guarire, non si può guarire. Di fronte alla disperazione vera, o diventa consapevole e purtroppo forse muore, ma evolvendosi, o affonda. Ma il soldatino dai parenti no, mai, piuttosto mi faccio una over di roba sull'Everest.

  7. grazie mariangela grazie paolo grazie maurizio grazie a mio padre grazie a mia madre grazie a mio fratello grazie a tutti che in un modo o nell'altro mi hanno reso questa incarnazione faticosa triste insopportabile grazie a tutte quelle teste da quiz che mi hanno impedito di realizzarmi e a quelli che mi hanno fregato grazie a quanti mi hanno fatto gioire e soffrire perchè alla fine sono ancora qui ancora in viaggio con le armi spuntate il fiato corto ma ancora qui pronto a prendere legnate e subire umiliazioni ma non ancora arreso a questa prigione

    jj

  8. Cara Mariangela, se sceglierai un "altra" cura non sarà un disperato, inutile attaccamento alla vita terrena, ma uno sguardo sereno e spavaldo verso la "Vita" , comunque vada potresti sia essere l'esempio per tutti che nulla è impossibile all'Essere Umano; sia che, prima di uscire dal corpo, hai detto 'sì' alla speranza, alla leggerezza, e 'no' alla resa, perché questa è la valigia che ti porti di là .
    Ti abbraccio, Anna

  9. Dedicato da Carpeoro alla sorella in Eva Mariangela, ai fratelli in Adamo Maurizio e Paolo e a tutti i fratelli in Adamo ed Eva lettori del blog:
    La morte non è niente.
    Sono solamente passato dall’altra parte:
    è come fossi nascosto nella stanza accanto.
    Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
    Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
    Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
    parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
    Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste.
    Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
    di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
    quando eravamo insieme.
    Prega, sorridi, pensami!
    n mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
    pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
    La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
    è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
    Perchè dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,
    solo perche sono fuori dalla tua vista?
    Non sono lontano, sono dall'altra pane, proprio dietro l'angolo.
    Rassicurati, va tutto bene.
    Ritroverai il mio cuore,
    ne ritroverai la tenerezza purificata.
    Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
    il tuo sorriso è la mia pace.

    “La morte non è niente”, Agostino D’Ippona,comunemente conosciuto come S.Agostino,
    filosofo e teologo latino, testo poi ripreso da Henry Scott Holland (1847-1918),
    canonico della cattedrale di St. Paul (Londra).

  10. "La morte non è niente", di Agostino, postato da Carpeoro, è molto bello in quanto vero e poetico; mi ricorda il discorso sulla morte fatto da Osho.

    Kalì

  11. Sto cercando di aiutare una mia cara amica a trovare la strada per la cura a causa non di un tumore, ma di una patologia bruttissima che se non curata opportunamente, la porterà alla fine.Nonostante i famosi "protocolli" e la giungla delle lobby delle case farmaceutiche, la scienza ufficiale non è stata ancora in grado di dare risposte certe. L'ho accompagnata dalla dott.ssa Braschi a Roma che è stata splendida nell'approccio e nella sua chiarezza scientifica. La cura Di Bella può fare molto, ma purtroppo c'è un grosso ostacolo: è costosissima. Chi, come tanti di noi hanno un normale stipendio da impiegati sono tagliati fuori dalle cure che possono durare anche per anni. Con tutta la buona volontà di questo mondo, ci vorrebbe una colletta colossale per aiutare tutti coloro che credono in questa terapia e non potranno permettersela neppure se stessero "a pane ed acqua" per il futuro. Come uscirne? Le persone lo sanno che si tratta di cure molto costose e la maggioranza ne resterà tagliata fuori pur credendo nel metodo e nella sua efficacia? Che si può fare? Grazie per l'articolo, lo condivido.

  12. Alle 18,50 di ieri, 22 aprile, Paolo mi comunicava con un sms che Mariapaola "E' andata. Ha oltrepassato la soglia", quella che separa la vita terrena dall'altra vita, voleva naturalmente dire. Mariapaola doveva essersi addormentata da pochi minuti. Questo sms l'ho letto solo questa mattina alle 11, quando sinceramente mi preparavo a collegarmi con Paolo, come tutti i giorni da molti giorni, per scambiarci le consuete e attese espressioni di speranza, anche se negli ultimi giorni erano divenute prive di novità, come avrebbe potuto essere invece solo l'annuncio di un miracolo.
    In questo periodo ho scoperto un Paolo diverso, senza più l'ironia bruciante e insofferente dei suoi vaffa sempre presenti, come le ciliege, sulle torte che lanciava in faccia a tanti interlocutori del suo blog quando gli facevano perdere la pazienza. Ma ho scoperto anche che Paolo è molto amato, in primis proprio da Mariapaola, e poi da innumerevoli sconosciuti, maschi e femmine, tanti che senza conoscerlo fisicamente lo hanno di certo indovinato così com'è, fuori dieta eppure sempre scattante, miope ma con lo sguardo acuto come quello di un'aquila che si appresta ad avventarsi sull'ultima notizia meritevole d'essere ghermita, apparentemente distratto e scanzonato ma combattivo sino allo stremo delle forze per salvare dall'abisso una persona cara.

    La dedica di Carpeoro, da Sant'Agostino, è il saluto più delicato e vero che si potesse desiderare di inviare alla persona amata o da essa ricevere quando si determina il passaggio o transito dell'uno o dell'altro dalla Terra al Cielo. E' un saluto struggente, una speranza, un arrivederci, ma quanto è amaro nella sua dolcezza!

    Il cancro, in tutti i suoi aspetti, rappresenta uno dei simboli più "democratici" dei guasti che siamo riusciti a determinare in un pianeta che pur nacque intatto e vergine dalle mani del Creatore così come ancora pur nascono intatti e vergini quasi tutte le creature.

    Caro Paolo la battaglia che si è appena conclusa merita d'essere subito ripresa, per invertire la terribile profezia del prof. Veronesi e perché ogni cosa ritorni a quando tutto era ordine e giustizia.

  13. Sapendo che l'essere umano è un essere sia spirituale che fisico, mi chiedo quanto incida un approccio energetico e quanto uno fisico sulla guarigione di malattie come il cancro. Se una persona adotta un'alimentazione sana, si cura con terapie che lavorano sul corpo fisico, ma conserva pensieri ed emozioni negative, è depresso, guarirà completamente? E se, invece, non ha un'alimentazione sana, ma cambia interiormente, in modo profondo, acquistando una visione della vita più felice? Immagino che l'ideale sia "lavorare" su più piani, eppure spesso molti approcci si concentrano solo un aspetto. Mi potreste consigliare dei testi che affrontano l'argomento in modo completo, aspetto energetico, psicologico, emotivo, fisico?
    Vi mando un abbraccio.
    Lia

  14. Il mio intento, negli ultimi post, non era offenderti ne offendere la persona a te cara. Ma il sussiego non mi è mai piaciuto. Anche io ho perso mio Cognato che a 46 anni, era primario in ospedale ed era gravemente malato ma continuava ad andare dai suoi assistiti. Gli ho chiesto perché non si prendesse un periodo di riposo per curarsi e mi ha risposto che non poteva lasciare i suoi pazienti . Dopo 2 giorni è morto in corsia. Adesso i suoi pazienti sono assistiti da altri, ma al funerale erano in centinaia. Alla fine "che sia fatta la sua volontà". Ti porgo le mie più sentite condoglianze. Comunque, qualunque cosa sia, la Vita è bella!

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