Il Re del Mondo, tra mito, religione, e realtà

Esiste davvero Shambala?

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1. Il Re del Mondo, nella letteratura.

2. La mia esperienza col Re del Mondo.

3. Il Re del Mondo in altre tradizioni spirituali e religiose.

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1. 1. Il Re del Mondo, nella letteratura.

Negli ultimi decenni, in seno alla cosiddetta new age e alle nuove forme di spiritualità contemporanea, si parla molto di un mitico regno che sarebbe situato nel deserto di Gobi (ma per alcuni si sarebbe spostato altrove, e per altri sarebbe situato all’interno della Terra cava), che si chiama Shamballa,o Shambala, o Shangri La, o Agharti. Si tratterebbe di un regno magnifico, popolato da esseri molto evoluti, in cui regna pace e concordia assoluta. Tale regno sarebbe governato dal “Re del Mondo”, che, tramite i suoi emissari, vigilerebbe che i destini del mondo seguano determinati binari, e che coloro che hanno in mano le sorti delle varie nazioni e dei popoli, si conformino a certi standard di comportamento.

In questo mondo segreto, accessibile solo a pochissimi individui che abbiano un livello di energia molto elevato, compatibile con il livello generale degli abitanti di Shambala, tutto verrebbe creato con il potere della mente, dagli oggetti ai mezzi di trasporto.

La popolazione che vi abita controlla costantemente ciò che accade nel mondo, individua le situazioni più importanti e interviene con la forza del loro campo di preghiera e con quella dei regni angelici.

In sostanza, si tratta di un regno ideale, che fa da modello al nostro mondo, il quale, nel futuro, potrebbe essere destinato a diventare come Shambala, a meno che non si autodistrugga (perché gli emissari di questa terra rispettano comunque sempre il libero arbitrio degli individui).

Il Re del Mondo, secondo la tradizione tibetana, possiederebbe un immenso specchio che gli permette di vedere tutto ciò che accade nel mondo; e sarebbe in contatto psichico con tutti coloro che, sulla terra, hanno il potere di influenzare le masse. E potrebbe quindi, sempre, in ogni momento, influenzare i pensieri di coloro che guidano l’umanità.

Alice Bailey, la fondatrice del Lucis Trust, che ispira la dottrina dell’ONU, trae la sua conoscenza direttamente da un emissario di Shambala (ricordiamo che nella sede dell’ONU non esiste alcuna cappella di qualsivoglia religione, ma solo una camera di meditazione, costruita dal Lucis Trust).

Alcuni autori hanno raccontato di essere andati a visitare questo regno, con un viaggio astrale. Anne e Daniel Givaudan hanno raccontato la loro esperienza nel loro libro (abbastanza noto in seno alla new age) “Viaggio a Shamballa”. Da notare che loro narrano la loro esperienza ma non sono mai entrati in contatto con il vero “Re”, ma solo con i suoi emissari.

Un’esperienza identica la narra James Redfield, l’autore de “La Profezia di Celestino” nel suo “Il segreto di Shambala”.

Altri, in passato, hanno visitato questo regno, o sono entrati in contatto con persone che lo conoscevano. Ferdynand Ossendowski, nel suo “Bestie, Uomini, Dei” ne parla in modo diffuso.

Nikolaj Roerich narra di essere entrato in contatto con persone che conoscevano il Re del Mondo, o comunque il suo regno, facendosi raccontare ciò che sapevano.

Hitler nel 1938 mandò una spedizione in Tibet, organizzata da un gruppo occulto chiamato Ahnenerbe a cercare questo mondo sotterraneo, senza trovarlo (perché esso si rivela solo a chi ne è degno, e in particolari circostanze).

Alcuni maestri, guru, o insegnanti spirituali contemporanei, dichiarano apertamente di andare proprio lì a ricevere “istruzioni” in materia spirituale. Per esempio, Salvatore Brizzi, in un suo articolo, dice esplicitamente di essere un emissario di Shambala e quindi del Re del Mondo.

Pochi sono gli autori che ne hanno fatto uno studio scientifico serio e approfondito. Tra questi c’è René Guénon, che giunge a identificare il Re del Mondo con le varie divinità succedute nel tempo: Jawhè, Osiride, Giove, ecc.

Guénon prese spunto da Ossendowski per mostrare, nel suo libro, come, dietro alle narrazioni di questo ma anche altri scrittori, si profilassero dottrine e miti immemoriali, di cui si ritrovavano tracce dal Tibet (con la sua nozione dell’Agartha, la terra ‘inviolabile’) alla tradizione ebraica (con la figura di Melchisedec e della città di Salem), e così anche nei più antichi testi sanscriti, nel simbolismo del Graal, nelle leggende sull’Atlantide e in tanti altri miti e immagini. Il Re del Mondo sarebbe anche il Manu della tradizione induista.

Dopo aver letto i libri di Anne e Daniel Givaudan e di Redfield, e sentito parlare molti altri autori di questa mitica Shamballa come di un paradiso in terra, mi ponevo però queste domande:

  • Se è vero che esiste sulla terra un luogo che è una specie di paradiso, da cui partono emissari del bene per dirigere i destini dell’umanità, dovrebbe esistere un regno del male da qualche altra parte. Ma nessuno ne parla mai. Perché?
  • Questi emissari del bene, dato tutto il male che esiste sulla terra, e dato il livello di spiritualità medio dei governanti delle varie nazioni, che tipo di lavoro svolgono esattamente? A vedere i risultati, non sembrerebbero risultati eclatanti.

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5 Commenti

  1. Caro Paolo, in questa tua disperata ossessione della ricerca di un maestro riveli tutta la tua debolezza: gli spiriti forti non necessitano di alcun sostegno.
    E poi con questo continuo miscelare bene e male, il male fatto per il bene, il bene per il male, fai solamente gli interessi del male, in quanto causi grande confusione agli spiriti più deboli che già di loro non sono in grado di distinguere i due principi, anche la dove sarebbe ovvia la cernita.

    Quando dici “il Re del Mondo ci mette solo davanti a noi stessi”, ti redi conto che stai affermando che Satana in realtà è buono?
    Non ti meravigliare tanto se massoni e compagnie belle poi commettono crimini abominevoli in nome del loro dio del bene Lucifero, perché in fondo tu dimostri di non essere diverso da loro.

    Ma quando la smetteranno gli uomini di cercare un maestro/messia a cui aggrapparsi solo per sfuggire alla propria miseria interiore.

    Scaligero, Steiner, Yogananda, Guénon, Brizzi, Sibaldi, e tutti gli atri che hai nominato, sono solo spazzatura da spazzare via definitivamente dalle menti dell’umanità, che solo così potrà evolversi.

  2. Ciascuno di noi ha un Sè superiore.
    Perché non dovrebbe essere Lui il proprio Maestro?
    E i messaggi come arriverebbero? Ad esempio a me arrivano durante il sonno.
    Non so se ho coniugato bene il tutto, la grammatica non è il mio forte… nonostante ciò spero il messaggio sia arrivato.

  3. articolo ponderoso , notevolissima la citazione finale del Maestro Battiato …… ecco perchè con deferenza e arguzia suggerisco di elargire un like alla nota pagina facebook ELEGGETE BATTIATO AL QUIRINALE
    daje
    comunque sia GRAZIE
    ad maiora semper
    VOCATUS ATQUE NON VOCATUS DEUS ADERIT
    @medicojunghiano

  4. diciamo che la Realtà, attualmente [Epoca di Piombo] differisce dalla Verità [Mondo delle iDee e degli iDei, o iDeali], laddove la prima è simile a quanto descritto nei Romanzi distopici [p. Es. “Guerra è Pace”], e la seconda è simile alla Descrizione di Paradiso [cfr. p. Es. in “la divina Commedia”], e se e quando la Realtà è gestita da chi [s]ragiona in Senso [Significato e Direzione] karmico [vizioso], allora specialmente si distacca dalla Verità [che funziona in Senso dharmico (virtuoso)], ma la Realtà può diventare simile alla Verità se quest’ultima si segue, [e come realizzare questo Procedimento è ben descritto nel Buddhismo, e anche sono utili Canti come il “Savitr Mantra”, i quali ci ricordano che: siamo stati concepiti e forgiati dalla Luce che è Dio, anche chiamata Buddhità, e siamo perciò delle Coscienze, degli Ologrammi della Luce che è Dio, mentre abbiamo a Disposizione per manifestarci dei Veicoli, i quali vanno adeguatamente usati secondo l’Ordine (dharmico, virtuoso) Psiche prima-e-Mente poi, ovvero, Bene interiore prima-più-Forza esteriore poi (nei Veda noti come Rajo Guna-più-Sattwo Guna, e nell’Alchimia come Rubedine-più-Albedine; mentre la Coscienza che siamo corrisponde all’Oro, o Aur ovvero Luce, alchemico)], e così sia; ”siamo tutti dei Buddha, delle Coscienze”; Felicità dentro-fuori a tutti, ovunque-sempre.

  5. Buongiorno dottor Franceschetti,
    volevo ringraziarla innanzitutto per il suo coraggio e per condividere con noi queste conoscenze e considerazioni profonde.
    Alcuni articoli, come questo, mi hanno dato un senso di appagamento intellettuale e molta commozione.
    Tuttavia, dopo le prime piacevoli sensazioni, dentro me è anche suonato un campanello d’allarme; ciò che mi preme sottolineare è un concetto che potrebbe essere implicito, ma che a mio avviso va esplicitato; penso che sia vero, nel nostro stato attuale, nel cammino spirituale, il Re del Mondo, cioè un demone, è una parte di noi.
    Tuttavia la nostra essenza ultima, da riscoprire, e l’unica cosa con cui identificarci, è l’essenza spirituale.
    Siamo esseri spirituali che compiono un percorso, e hanno con sé molti bagagli, anche ingombranti, come i demoni. Ma prima o poi li lasceremo.
    Penso che sia importante ricordare bene la nostra identità, perché, come anche Osho sostiene, l’unico vero peccato è identificarsi con qualcosa che non siamo, ovvero qualcosa di estraneo alla natura spirituale.

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