Mafia Nigeriana e mafia nostrana

I fatti di Macerata in una previsione dei servizi segreti del 2016

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  1. L’inesistenza di una Mafia Nigeriana. 2. La previsione dei servizi segreti nella relazione del 2016
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1. L’inesistenza di una Mafia Nigeriana

La vicenda di Pamela Mastropietro si è da subito trasformata non in una storia di omicidio rituale, ma in una vicenda politica. Il successivo fatto avvenuto a Macerata, di Luca Traini, che ha sparato a degli extracomunitari, ha innescato una vera e propria campagna di odio anti – immigrati, basata su assunti completamente falsi. Il più assurdo è quello che vede tra i protagonisti del fatto la cosiddetta mafia nigeriana; giornali e tv si sono lanciati in approfondite analisi della “mafia nigeriana”; titoli altisonanti tipo “quanto è potente la mafia nigeriana”; una mafia, come ha di recente affermato un noto criminologo, addirittura più potente della mafia cinese (sic!!!). E inoltre una serie di articoli sui riti vudù e sul cannibalismo. La questione è stata cavalcata da una parte della destra, ed è quindi diventata l’occasione per farne un cavallo di battaglia elettorale.

Smentiamo allora queste assurdità partendo da una questione molto semplice: la definizione di “mafia”. Si tratta di una definizione che, senza scomodare esperti, basta prendere dal codice penale all’articolo 416 bis.

Dice il codice: L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgano della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali.
L’associazione si considera armata quando i partecipanti hanno la disponibilità, per il conseguimento della finalità dell’associazione, di armi o materie esplodenti, anche se occultate o tenute in luogo di deposito.
Se le attività economiche di cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo sono finanziate in tutto o in parte con il prezzo, il prodotto, o il profitto di delitti, le pene stabilite nei commi precedenti sono aumentate da un terzo alla metà.

 

Sintetizzando, per poter parlare di “mafia” occorrono:

  • Acquisizione e controllo del territorio, nonché controllo di attività economiche appalti e servizi pubblici: non risulta che la criminalità nigeriana sia infiltrata negli appalti o nell’economia italiana;
  • Controllo del voto, quindi, in definitiva, controllo della politica: non risulta da inchieste, giornalistiche o giudiziarie, rapporti ufficiali, o altri, un controllo della criminalità nigeriana sulla nostra politica;
  • Armi o materiali esplodenti, occultati o tenuti in deposito: anche su questo punto, non risulta che la mafia nigeriana disponga di questi arsenali da far tremare i polsi alla società italiana.

Più in generale, per parlare di mafia occorre un controllo capillare del territorio, con il potere di condizionare la politica, la magistratura, e la società civile; tutte caratteristiche che, per quanto riguarda la criminalità nigeriana, non ci risultano.

Sorvoliamo poi sull’assurdità dell’affermazione che la mafia nigeriana sarebbe più potente di quella cinese (ricordiamo che la Cina ha acquistato parte della Pirelli, parte della Banca d’Italia, parte delle aziende che producono il Chianti, il Milan, ha acquisito partecipazioni in ENI, Generali, Telecom, ecc.). La mafia cinese in realtà è la più potente del mondo, perché ha un’origine millenaria, e si avvale anche di poteri esoterici, psichici, e materiali, sconosciuti anche all’esoterismo occidentale.

La criminalità nigeriana, tutt’al più, gestisce un traffico di prostitute, sotto il controllo delle nostre mafie, che devono dare l’assenso per permettere ai Nigeriani di operare. E le nostre mafie, lo sappiamo da tempo, viaggiano a braccetto con la politica.

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2 Commenti

  1. perché si parla o sparla dell’altro invece che di sé, tanto per cominciare forse per quel Principio [karmico, vizioso: diverso da dharmico, virtuoso] per cui è più facile vedere ”la Pagliuzza nell’Occhio altrui che la Trave nel proprio” come spiegato evangelicamente, per quanto sarebbe coscienzialmente più evoluto, [e dharmico, virtuoso] sapere di ”avant-tout, balayer devant sa Port” [”innanzitutto, pulire l’Uscio davanti alla propria Dimora”, v. criticarsi, ed inteso, ”poi eventualmente andare a pulire l’Uscio altrui”, v. criticarlo], oppure che ”ognuno vede Parti di sé riflesse nell’altro” [così da una Critica etero- o eso-, l’Osservazione (giudicante, critica: intesa a stimolare un Cambiamento, positivo, ottimistico; un’Evoluzione) diventa una Critica omo- o endo-; da qualcosa rivolto all’Esterno diviene qualcosa rivolto all’Interno (laddove ogni Tradizione etnica, di Scienza spirituale, indica che sta ciò che veramente siamo, quell’Ologramma della Luce vivente che è Dio; il Resto di noi, che consideriamo nostro, sono dei Veicoli, che dovrebbero e potrebbero, essere tesi alla Manifestazione della Coscienza, Motivo per cui essa deve essere curata, sviluppata, cfr. p. Es. attraverso la ”Maieutica” socratica, ed essi sono la Mente con Pensieri e Parole, Sattwo Guna nei Veda o Albedo nell’Alchimia, la Psiche con Sentimenti e Emozioni, Rajo Guna nei Veda o Rubedo nell’Alchimia, il Corpo con Fisicità ed Azioni, Tamo Guna nei Veda e Nigredo nell’Alchimia)],

    e si può ricordare quanto ha detto, fra altri, un Maestro spirituale [Osho Rajinesh] ”non chiederti chi ti è amico, chiediti di chi sei tu amico: rivolgi sempre la Domanda verso te stesso” [e questo proprio per favorire quella Consapevolezza o Coscienzializzazione, di cui sopra: ”l’altro è Riflesso (spesso spiegato come ”Specchio”) di (Parti di) sé” e come nella Parabola dei Cucchiai lunghi all’Inferno e in Paradiso, ”i Cucchiai lunghi servono non per servirsi da sé (impossibile raggiungere la propria Bocca con il Cucchiaio lungo), ma per servirsi reciprocamente (tramite il Cucchiaio lungo)”;

    ricordarsi del Principio di Equilibrio per mantenere Lucidità nei Rapporti [di ogni genere: personali, intercomunitari, altro] che è ”cor-retta Vicinanza e cor-retta Lontananza, cor-retto Attaccamento e cor-retto Distacco, cor-retta Attrazione e cor-retta Repulsione”, altro;

    [il Buddhismo insegna a ”fermare la Ruota o Spirale del Karma (Spirale viziosa, involutiva) e dare Avvìo alla Ruota del Dharma (Spirale virtuosa, evolutiva)”: si provi ad immaginarlo abbastanza intensamente perché divenga Realtà per ciascuno (dando fine alla Sofferenza e iniziando il Benessere)];

    Felicità dentro-fuori a ognuno e la Luce vivente [cfr. Hildegard von Bingen di cui ”l’Essere umano cosmico”, v. Pag. 6/18 https://www.slideshare.net/lellavaresano/visioni-hildegarda , simile alla Carta degli Arcani maggiori, dell’Oracolo dei Tarocchi, ”il Mondo” (e sono Immagini che servono ad ispirarci, quali Coscienze, circa la Verità che siamo, o a cui tendere, trascendendo/trasalendo la Realtà mentale, psichica e corporea precipua)] che è Dio, animi-guidi, ispiri-protegga ognuno, ovunque-sempre.

  2. Interessante. In base al codice penale, articolo 416 bis, i filippini nell’appartamento sopra al mio sono mafiosi. Altro che cento passi.

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