San Francesco, tra Catari, Templari e Rosacroce

La verità nascosta su San Francesco

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La figura di San Francesco, nei secoli, è stata totalmente deformata e mutilata, al fine di presentarlo come un fraticello ossequioso e zelante alla Chiesa Cattolica, le cui caratteristiche principali erano la povertà e la semplicità.

L’opera di mutilazione inizia pochi anni dopo la sua morte, quando Bonaventura da Bagnoregio (che non ebbe mai modo di conoscerlo e frequentarlo, avendo vissuto e operato dopo la morte del santo) ebbe l’incarico di redigere una versione ufficiale della sua vita, e nel 1266, per ordine del capitolo di Parigi, vennero distrutte tutte le biografie compilate ad opera di altri frati che erano stati accanto a lui e lo avevano conosciuto. Venne quindi distrutta anche l’opera di Tommaso da Celano, redatta subito dopo la morte di Francesco al fine della canonizzazione del santo, che venne ritrovata solo nel 1800.

Ad oggi, quindi, la biografia di San Francesco è tratta unicamente dagli scritti di Tommaso da Celano, essendo quella di Bonaventura totalmente falsa e inattendibile. E anche quella di Tommaso, che comunque era tra i suoi discepoli e lo conobbe personalmente, era scritta ad uso e consumo della Chiesa Cattolica, al solo fine di favorirne la canonizzazione.

Vennero distrutti non solo molti suoi scritti, ma anche molto altro che lo riguardava, e insieme a ciò che riguarda la vita di Francesco, ancor di più è stato distrutto della vita di Santa Chiara (su cui non abbiamo praticamente nulla).

Nell’opera di demolizione, due figure sono state occultate in modo palese:

  • la figura di Frate Elia, da Francesco espressamente designato come suo successore e che, dai pochi documenti rimastici, si sa che fosse molto legato a Santa Chiara, tanto che questa lo teneva in considerazione più del Papa stesso;
  • e, come abbiamo detto, la figura di Santa Chiara, di cui non ci è rimasto quasi nulla per quanto riguarda ciò che fece in vita.

In realtà analizzando a fondo la vita del santo di Assisi, e collegando insieme alcuni dati, vengono fuori alcune cose molto interessanti.

  • Frate Elia era un alchimista, consigliere politico dell’imperatore Federico II, in stretto contatto coi Templari. Cosa legava un alchimista, templare, alla spiritualità Francescana?
  • I viaggi di San Francesco, Frate Elia, e Federico II in Terrasanta, ebbero come risultato una pace senza spargimento di sangue; il sultano Al Malik, parente del Saladino, dette il permesso ai pellegrini cristiani di andare a Gerusalemme senza pericolo. In altre parole, ottennero come risultato quello che era lo scopo delle Crociate; e lo ottennero senza spargimento di sangue.
  • Molti personaggi rosacrociani erano nel cosiddetto Terzo Ordine Francescano: Michelangelo, Dante Alighieri, Raffaello, Giotto. Cosa lega i Rosacroce a San Francesco e ai francescani in generale?
  • La madre di Francesco era Catara. E a quel tempo in Umbria e nel Lazio c’erano molte comunità catare. Non a caso la spiritualità Francescana era molto più vicina a quella Catara che alla Chiesa Cattolica, perlomeno negli aspetti esteriori.
  • Uno dei primi seguaci di San Francesco, Angelo Tancredi, era un templare. E, data la massiccia presenza templare ad Assisi, ai tempi di San Francesco, si può supporre agevolmente il contatto che doveva esserci tra la spiritualità Templare e quella Francescana. Contatto confermato, tra i tanti indizi dal fatto che nella Basilica di San Francesco, ad Assisi, è tumulato Giovanni di Brienne, templare, che aveva il titolo di Re di Gerusalemme, ed era suocero di Federico II.
  • A partire dalla missione che Frate Elia e San Francesco portarono avanti in Terrasanta, ai francescani venne attribuito il titolo di “Custodi della Terra santa” e furono autorizzati dal sultano stesso a soggiornare permanentemente in quei luoghi a partire dal 1229, anno in cui Federico II concluse la sua crociata in modo pacifico, dialogando col sultano Al Malik (lo stesso incontrato da San Francesco nel 1219).
  • La tomba di San Francesco, nascosta da Frate Elia per ragioni che ancora oggi non si riescono a spiegare, viene ritrovata solo nel 1818, ben 600 anni dopo la tumulazione, e, straordinariamente, non contiene alcun simbolo cristiano, ma al contrario, oggetti che, simbolicamente, richiamerebbero altro, come il corno e le bacchette d’avorio che richiamano i Sufi.

Se a questi dati ne aggiungiamo molti altri (il saio dei Francescani ha molto in comune con quello dei Sufi; la spiritualità Francescana e il suo pensiero sono in perfetta armonia con quella dei Catari, ma anche dei Templari; Francesco firmava i suoi scritti con la Tau e non col segno della croce, e segnava col Tau, come a benedirli, molti dei luoghi in cui sostava) risulta una verità storica molto diversa rispetto a quella che ci hanno tramandato.

San Francesco era un vero iniziato, e il suo ordine era solo una delle molteplici forme in cui i cosiddetti Giovanniti si erano costituiti per vivere secondo il pensiero e la dottrina di Cristo, e la sua spiritualità era quella universale, di tutte le religioni. San Francesco non era quindi un cattolico, ma un giovannita; apparteneva cioè a quella corrente spirituale cui appartenevano Catari, Albigesi, Bogomili, Patarini, Dolciniani, Fedeli d’Amore, Rosacroce, Templari, i quali tutti avevano un credo e un pensiero in perfetto accordo con quello dei Sufi, dei Cabalisti, ma anche di Buddisti e Induisti.

Non a caso Papa Giovanni Paolo II organizzò proprio ad Assisi l’incontro con i rappresentanti di tutte le religioni.

 

A partire dal mese di novembre verranno organizzate gite di più giorni, ma anche di un giorno solo, sui luoghi di San Francesco. Sarà un’occasione per conoscere la figura di questo santo, e per approfondire il messaggio cristiano, rosacrociano, templare e fare un viaggio spirituale per capire il messaggio di fondo delle religioni. Per informazioni, scrivete al nostro indirizzo di posta elettronica (drag-star@hotmail.it).

Da novembre, il calendario delle attività.

 

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2 Commenti

  1. Leggevo di un possibile collegamento fra il Francesco e il doge Marino Morosini che fu il primo doge cristiano di Venezia.quest’ ultimo nato in Francia potrebbe essere il francese, Francesco per derivazione geografica.mi chiedo quali siano le fonti dello scrittore Frank o’ Williams che lo sostiene..

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