Astrologia, depressione e blocchi dell’anima

Utilizzare l'astrologia per guarire dalla depressione

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depressione astrologia
  1. Premessa
  2. Depressione esogena o reattiva
  3. Depressione endogena
  4. Individuare i blocchi
  5. I vari tipi di opposizione
  6. Cosa fare
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1. Premessa.

In altri articoli mi sono occupato della depressione dal punto di vista spirituale.

http://petalidiloto.com/2013/04/la-depressione_8.html

Qui ce ne occupiamo dal punto di vista astrologico.

Prima di iniziare, devo precisare che questa analisi è da una parte incompleta, dall’altra è solo un tentativo di introdurre un argomento che, in astrologia, è spesso non trattato o trattato dal solo punto di vista psicologico.

E’ incompleto perché si basa solo sui pochi dati che ho accumulato negli anni a mia disposizione, poco più di 200 temi natali, a molti dei quali non sono riuscito a dare un senso per molti anni, il mio compreso.

Ed è incompleto perché, nella letteratura astrologica, non si trova nulla al riguardo, salvo qualche articolo generico che in genere si sofferma sulle cause psicologiche della depressione, senza analizzare in dettaglio la questione dal punto di vista astrologico.

Per anni ho avuto davanti a me questi temi natali e, al di là di un generico “segno, ascendente, luna, sole, mediocielo, ecc.”, mi domandavo: ma il male di vivere che io so che i miei amici vivono, dove sta?

Dove sta l’immensa fortuna che contraddistingue Agneska, che ottiene tutto ciò che vuole grazie ai suoi poteri magici e la sua vita, dall’esterno, pare per certi versi baciata dalla fortuna? E dove il caos interiore che io so che vive ogni giorno?

Per me, l’astrologia, non ha avuto senso finché non ho dato una risposta a questa domanda.

Sarò grato a tutti coloro che vorranno contribuire in futuro, con suggerimenti, critiche, proposte.

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3 Commenti

  1. Sempre interessanti i tuoi scritti. Credo nelle opposizioni, sicuramente anche nelle stelle ci sono ragioni, risposte, e tutt, uno. Nella mia esperienza di terapeuta con indirizzo energetico, gestaltico ho visto, preso carico, studiato, preso carico molti stati depressivi di varia intensità. Il mio che ci sto lavorando da 15 anni terapeuticamente, ho scoperto che oltre a vari traumi inconsci che risalgono alla prima infanzia, nodi che non sappiamo di avere, il famoso corpo del dolore di Tolle, che ho però ho sciolto con il lavoro profondo che ho fatto, ho un blocco come dici tu, ci credo.. ma lo leggerai anche come la sensazione profonda della realtà che ha chi percepisce la realtà vera. La realtà vera che dopo i blocchi vedo e che mi da una malinconia e che siamo prigionieri in questa realtà, che siamo spirito 9ntrappolati e che in fondo non pensavo che fosse stata così dura… Sono da anni alla ricerca Dell, equilibrio e questa la lotta. Tornando alla mia esperienza terapeutica invece ho visto come il corpo del dolore è attivo in tutti, si manifesta in tanti modi ma c, e. solo che gli essere umani vivono in superficie e non sanno né di averlo, non lo vogliono avere, né affrontarlo. Purtroppo se ho raggiunto una parte di equilibrio e perché l. ho affrontato e sciolto. Ma è difficile farlo capire. Ho percepito delle cose di te energetiche, se vuoi mi contatti. Saluti paolo

  2. Caro Paolo, ho letto con molto interesse quanto hai scritto. Prima di addentrarmi in un discorso tecnico/astrologico mi ha stupito come tu abbia spesso utilizzato parole come “tutti” e “sempre”, quasi che non ci sia superamento dei blocchi, stellium, case 12-6, 2-8, 1-7 e via dicendo. Mi stupisce altresì la demonizzazione di Saturno/Cronos: esso è il tempo, il tempo lungo e tu sai che ha rivoluzioni di circa 29 anni e mezzo: spesso si arriva alla seconda rivoluzione circa a 59/60 anni e difficilmente alla terza. In una carta del cielo radix la collocazione di Cronos (segno, casa, aspetti…) ci indica su cosa, come, quando e quanto “pensare”, riflettere. Certo stellium, opposizioni, quadrature, transiti … complicano o facilitano questa opera riflessiva e auto-riflessiva. Rispetto alla depressione endogena nutro alcuni dubbi su quanto hai scritto nel senso che mi par che traspare un certo quasi “fatalismo” mentre tu sai benissimo che possiamo lavorare su ciò che ci dà o non ci dà il cielo. Sai bene che segni zodiacali, pianeti aastrologici, case ecc non sono altro che simboli che noi abbiamo dentro ossia nostre caratteristiche assolutamente iindividuali. Bene, l’accettazione di esse deve essere attiva e non passiva. Ovvio che su certe caratteristiche che ci creano sofferenza è assai difficile lavorarci e non nego che, a volte, serva l’aiuto di un “tecnico” ma l’aiuto deve, per me, essere principalmente un auto-aiuto. Per quanto riguarda i transiti, a quanto tu hai scritto, aggiungo che un transito di Urano sui luminari si fa molto ma molto sentire. Personalmente Uranos/Cielo sta FINALMENTE lasciando il mio Sole e sebbene io lo sapessi da parecchi anni e mi fossi preparato a ciò cercando di anticipare eventuali danni, devo dire, ora, che sì, sono riuscito ad attenuarli ma ad attenuarli “un po’” ! Concludo questo mio sproloquio ricordando che, comunque, anche in astrologia, esiste il cosiddetto “libero arbitrio”: al centro di una carta del cielo radix, al centro di ogni transito ci siamo noi che possiamo approfittare o combattere caratterisriche natali e transiti. Grazie per aver letto fino a qua. Un abbraccio. Luciano

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