Astrologia, libertà e destino

Astrologia e legge d'attrazione

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  1. Domanda. Libertà o predestinazione?
  2. Legge d’attrazione e astrologia
  3. Conclusioni

Domanda. Libertà o predestinazione?

Il tema del libero arbitrio appassiona da sempre l’uomo. E, immagino, chiunque dei lettori se lo sia posto più di una volta.

In tutti gli anni della mia vita ho sempre osservato e ascoltato le persone che, con grande tracotanza, affermavano che noi siamo liberi e creatori del nostro destino, e spesso mi parevano le meno libere, prigioniere del loro ego.

D’altronde osservavo le persone che parlavano di un destino, della volontà di Dio o dell’universo, e spesso mi parevano più libere loro di altre. Per intenderci, mi pareva (e mi pare) più libero un personaggio come Cristo (che diceva di fare la volontà del Padre) o San Francesco (che si dichiarava servo di Dio) rispetto ad altre persone.

Poi c’erano quelle che si collocavano a metà: personaggi come Yogananda, ad esempio, che parlavano di una volontà di Dio, ma anche della possibilità di essere liberi, grazie ad un cammino spirituale. E specificavano che il libero arbitrio è diverso dalla libertà. Essere veramente liberi significa fare la volontà di Dio. E questo non significa essere “schiavi”, ma anzi è questa la vera libertà. Quando san Francesco si definiva servo di Dio, ad esempio, non alludeva al concetto di schiavitù, ma a quello di “servizio”: essere al servizio di Dio, servire i suoi fini, essere quindi utile all’evoluzione.

E c’erano quelle come Thorwald Dethlefsen che, percorrendo una via di mezzo, dicevano che siamo liberi, ma la libertà è solo quella proviene dal rendersi conto del destino che ci attende, e consiste nel percorrerlo consapevolmente. Il titolo del suo libro più famoso è indicativo del suo pensiero: Il destino come scelta.

Va detto che questa è una posizione, alla fine, condivisa da molti astrologi, anche se con indirizzi apparentemente diversi. E’ il pensiero di Ciro Discepolo, come di Lisa Morpurgo, ma anche di astrologi spirituali della scuola americana (molto vituperata in genere dagli astrologi italiani, ma che a me sembra dicano le stesse cose di fondo): Charles E. O. Carter, Howard Sasportas, Liz Greene, Joanna Martine Woolfolk, Steven Forrest, e anche Stephen Arroyo e Dane Rudhyar che ho letto di recente.

Nella sostanza concordano tutti sul fatto che le stelle e i pianeti influenzano la nostra vita, e che la nostra libertà consiste nel capire la nostra carta natale, per padroneggiare gli avvenimenti che ci accadranno e farne uno strumento di evoluzione. L’unica differenza è che la gran parte degli astrologi italiani si proclama atea e scientifica, mentre gli americani (che hanno Dio persino nelle banconote, ove compare la frase “In God we trust”) non hanno difficoltà ad accettare il fatto che se l’universo si chiama così è perché “va verso l’Uno”, e che questo UNO è Dio, e che stelle e pianeti sono parti di Dio, come gli esseri umani e qualsiasi manifestazione materiale. In sostanza tutti gli astrologi dicono la stessa cosa, e studiano la stessa cosa (la creazione).

In sintesi, assumendo che STELLE E PIANETI=UNIVERSO=UNO=DIO, il concetto di “servire Dio” di San Francesco o di Yogananda, non era diverso da quello proposto da Dethlefsen, nonché dagli astrologi, siano essi atei o credenti.

Personalmente, non mi sono mai sentito libero, ma ho sempre sentito come una sorta di mano che, dall’alto, guidava le mie scelte e che mi faceva inevitabilmente capitare le persone giuste al momento giusto, gli incontri giusti al momento giusto, e le esperienze giuste al momento giusto.

D’altronde, mi accorgevo che altre persone non sentivano la stessa mano, e non avevano una vita così “guidata”.

Ancora una volta, l’astrologia mi ha dato una risposta. Vediamo che tipo di risposta. Ma prima farò una serie di considerazioni in ordine sparso.

 

Legge d’attrazione e astrologia

Innanzitutto sono andato a vedermi le carte natali dei personaggi che insegnano la cosiddetta legge d’attrazione.

Non è stato possibile reperirle tutte, ma molte sì. Manca la più importante, quella di Rhonda Byrne (che ha diffuso la legge d’attrazione in tutto il mondo portandola al grande pubblico), ma in compenso possiamo leggere le carte natali di tre dei personaggi che hanno contribuito al libro best seller “The Secret”. E rimaniamo solo nel campo più materiale, quello del denaro. In sostanza, in termini astrologici, rimaniamo nel campo della casa 2, ovverosia quella del denaro e dei beni materiali.

Joe Vitale (che ha scritto bellissimi libri che fondono spiritualità e legge di attrazione) ha un bellissimo Giove in seconda casa, per giunta in trigono con la Luna e con Nettuno.

Neale Donald Walsch (autore del best seller mondiale “Conversazioni con Dio”) ha una seconda casa bella piena di pianeti.

E simile situazione astrologica ce l’ha Wayne Dyer che, in seconda casa, ha un magnifico Sole congiunto a Urano (una congiunzione che è una delle più favorevoli per la predisposizione al successo materiale).

Insomma, con una carta astrologica così, c’è una notevole predisposizione di base al benessere materiale. Qualunque astrologo direbbe che, con una carta natale del genere, la povertà è praticamente da escludere.

D’altronde, per curiosità, mi sono visto le seconde case di altri personaggi; nella vita di Gandhi spicca un bel Saturno in seconda casa (ovvero la predisposizione a difficoltà di ordine materiale), così come nella carta natale di Yogananda; due personaggi che certo della ricchezza non avevano fatto un obiettivo. Allora la domanda che uno si pone è: quanto erano liberi Gandhi e Yogananda di scegliere “liberamente” la ricchezza e il perseguimento di obiettivi materiali? E quanto invece la ricchezza di Walsch, Dyer, Vitale, è frutto della loro forza di volontà anziché di una predisposizione?

Proseguo con altre considerazioni.

Mi sono sempre domandato quanto fossero libere persone come Cristo di scegliere la via del male, e persone come Hitler di diventare santi.

Più modestamente, mi sono chiesto cosa mi sarebbe successo se, anziché essere stato collocato fin da piccolo in una famiglia in cui c’era uno zio prete e una madre insegnante di religione, ove la metà delle migliaia di libri collocati nelle varie librerie avevano nel titolo di copertina la parola “Dio”, fossi stato collocato in una famiglia mafiosa, in cui avessi ricevuto insegnamenti completamente diversi.

Quando ho raggiunto una certa comprensione dell’astrologia, ho cambiato la domanda, e mi sono domandato se davvero un personaggio come Lucky Luciano, che ha uno stellium di ben 6 pianeti in nona casa (Saturno, Marte, Urano, Luna, Venere, congiunti al Sole), in una combinazione di congiunzioni e opposizioni per cui si può escludere a priori una vita equilibrata e normale, avesse avuto davvero la possibilità di scegliere qualcosa nella sua vita.

E mi sono domandato se davvero Padre Pio sia stato libero di essere quello che è stato, con quel bel Giove in 12esima casa, opposto ad un impressionante stellium di ben 5 pianeti in casa 7, tra cui il Sole, Plutone e Nettuno in congiunzione tra loro.

Una bella risposta viene dal libro “Astrologia Buddhista” di Shaneman e Angel. Si racconta che, alla nascita di Buddha, un astrologo andò a corte per tracciare il tema natale del bambino appena nato e, alla fine, si mise a piangere, dispiacendosi perché non avrebbe potuto vivere abbastanza a lungo per vedere la grandezza che quel bambino sarebbe diventato. E quando il padre chiese “ma cosa diventerà esattamente?”, egli rispose: “Non è possibile dirlo ora, perché dipende da come sarà educato, e dagli influssi dell’ambiente esterno, ma certamente un grandissimo re, o un grandissimo santo”.

Come dire: la carta natale dà una predisposizione di base; poi, il resto, dipende da una serie di altri fattori, e non tutti dipendenti da noi stessi.

Il Buddha, dicono espressamente gli autori, ebbe un’educazione perfetta, la migliore che un uomo potrebbe avere. Quindi il suo destino lo predisponeva ad essere un re o un santo; se fosse stato collocato in un ambiente di malavitosi, sarebbe diventato un grande criminale.

Più in generale, poi, mi sono accorto che coloro che fanno della forza di volontà il fulcro di tutto il loro percorso spirituale, affermando senza ombra di dubbio che l’uomo è libero, hanno generalmente un bel Sole piazzato in prima casa (la casa della personalità), o un Giove, spesso congiunto ad altri pianeti, sempre in prima casa; fattore che indica in linea di massima un ego smisurato, prossimo al narcisismo.

A questo punto la mia domanda è cambiata. Mi sono domandato non se queste persone fossero libere, ma se fossero libere di pensarla diversamente. In altre parole: chi ha un ego del genere, evidenziato dalla posizione di determinati pianeti in prima casa, come potrebbe mai affermare che la nostra vita è predestinata e che siamo nelle mani di Dio?

Poi c’è il mio amico Maurizio, con cui intrattengo sempre conversazioni molto interessanti, piene di dubbi, domande, riflessioni, sul senso della vita, sul percorso spirituale, su Dio, i maestri, il libero arbitrio, il karma, la magia, l’astrologia, i rapporti di coppia… insomma un po’ tutto. Dovendo tratteggiare una differenza tra me e lui, direi che io sono a favore di una certa predestinazione, lui a favore della forza di volontà, sia pure con una serie di dubbi e domande che si pone, per cui, da persona intelligente quale è, non si dà mai delle certezze, ma pone tutto in discussione.

Andando a vedere la sua carta natale, ha una prima casa bella gonfia di pianeti, tra cui il Sole, il che spiega il suo carattere debordante e la sicurezza di se stesso; ma al tempo stesso tali pianeti sono in opposizione a Saturno, il che spiega il motivo per cui si pone sempre domande. In altre parole, quel Saturno razionalizza la sua parte egoica e debordante, rendendolo per giunta una persona molto più affascinante rispetto a coloro che hanno una prima casa piena, ma priva di opposizioni.

Conclusioni.

A seguito di tutte queste domande e queste osservazioni, le risposte che mi sono dato sono le seguenti.

Quando una casa astrologica è bella piena di pianeti, esercitare il proprio libero arbitrio in quel settore è molto difficile. Si è soggetti a influenze planetarie molto forti, e ci si sente guidati da forze che non si possono controllare.

L’unica cosa che, in questo caso, possiamo controllare, non è tanto ciò che ci accade, quanto il modo in cui lo affronteremo. Emerge con particolare forza la necessità di un percorso spirituale e/o psicologico che aiuti chi ha queste particolari configurazioni nella carta natale.

In compenso, nelle cosiddette case vuote, lì possiamo esercitare il nostro libero arbitrio e dirigere la forza di volontà per modificare la vita nelle direzioni che ci paiono più congeniali. Qui, in sostanza, possiamo utilizzare percorsi spirituali come la legge di attrazione, basati sulla forza di volontà per realizzare ciò che vogliamo.

Forse, il succo del dilemma “libertà o predestinazione” è questo: accettare le cose che non possiamo cambiare. Cambiare in meglio le cose che è in nostro potere cambiare. E avere la saggezza di distinguere le une dalle altre.

Forse alcune persone sono più libere di altre, ma solo in alcuni settori della loro esistenza.

Altre non sono affatto libere, ma sono in preda a forze che non riescono a controllare.

Altre ancora, sono costrette dal loro ego a pensare di essere liberissime, quindi non sono libere di formarsi un’opinione diversa.

Alcune, quando raggiungono vette molto elevate di spiritualità, divengono veramente libere, quando raggiungono la fusione col Divino.

Ma questa non è una conclusione. E’ solo una riflessione. Il mio stellium mi impedisce di trarre conclusioni e ancora non ho capito se siamo liberi o no.

La risposta, la lascio a quelli che hanno una configurazione astrale che dà loro solo ed esclusivamente certezze.

Paolo Franceschetti

 

Gli individui consapevoli non sono prevedibili. Il Buddhismo insegna che il libero arbitrio è proporzionale alla misura della consapevolezza e della saggezza esercitate da un individuo in un dato momento.

(Shaneman – Angel, Astrologia Buddhista, ed. Mediterranee)

 

 

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