Il Re del Mondo, tra mito, religione, e realtà

Esiste davvero Shambala?

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1. Il Re del Mondo, nella letteratura.

2. La mia esperienza col Re del Mondo.

3. Il Re del Mondo in altre tradizioni spirituali e religiose.

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3. 3. Il Re del Mondo in altre tradizioni spirituali.

Non so se l’entità con cui avevamo a che fare nei nostri giorni all’ashram fosse davvero il Re del Mondo o no. Certo è che la figura del Re del Mondo, così come me l’aveva descritta il maestro, l’ho ritrovata pari pari nella teoria catara, in quella buddista, ma anche in quella induista.

I Catari credevano che questo mondo fosse una vera e propria prigione, una Matrix, in cui noi venivamo per fare esperienza e poter evolvere spiritualmente. Questo mondo materiale sarebbe dominato dal Rex Mundi, che presiederebbe al funzionamento della Matrix, ostacolando tutti quelli che fanno un percorso spirituale. In sostanza, egli sarebbe il capo della prigione. Del resto i Catari avevano come testo sacro, più che i vangeli sinottici, quello di San Giovanni, dove espressamente si nomina il “principe di questo mondo”.

Nel Buddismo di Nichiren, si parla del “Re demone del sesto cielo” che, nel momento in cui il praticante persegue una via di consapevolezza ed elevazione spirituale, interviene mettendo ostacoli di vario tipo per impedire il cammino. Questo “Re” è chiamato anche Mara, e il Sesto cielo è il più alto dei cieli del mondo dei desideri o Cielo in cui si gode liberamente delle creazioni illusorie degli altri, che si delizia nel manipolare gli altri per sottometterli alla sua volontà. Mara è rappresentato come un re molto potente che ha al suo seguito dieci eserciti. Sono eserciti i cui soldati sono vestiti di desiderio, tristezza, fame e sete, piacere, sonno, paura, dubbio e rimpianto, rabbia, fama e guadagno, orgoglio e disprezzo. Sono eserciti che ti accerchiano e ti spiazzano.

E’ lo stesso demone che tentò Buddha per 40 giorni prima della sua illuminazione, ed è, in sostanza, il demonio che tentò Cristo nel deserto, sempre per 40 giorni.

Nel buddismo, in particolare, il demone non è l’avversario diretto di Dio, come nella dottrina cattolica, ma un essere che svolge una funzione (di ostacolo) per permettere al devoto di raggiungere l’illuminazione, partendo dal presupposto che senza ostacoli non ci sarebbe progresso spirituale.

Analoghi concetti si ritrovano nell’Induismo, dove la Dea Kali è vista spesso come una forza distruttrice, che serve per spazzare via il vecchio e ricostruire il nuovo (in sostanza, il corrispondente astrologico di Saturno), che porta dolori e problemi, ma finalizzati a far evolvere chi percorre il cammino spirituale.

In sostanza, in tutte le tradizioni spirituali esiste il concetto di base per cui la terra è una sorta di momento di passaggio per far evolvere l’anima verso più elevati livelli spirituali. Il male, di per se, non è mai assoluto, ma è una forza che serve a promuovere la crescita individuale e collettiva.

A questo punto possiamo dare una risposta alle due domande che ci siamo posti sopra:

  • Se è vero che esiste sulla terra un luogo che è una specie di paradiso, da cui partono emissari del bene per dirigere i destini dell’umanità, dovrebbe esistere un regno del male da qualche altra parte. Ma nessuno ne parla mai. Perché?
  • Questi emissari del bene, dato tutto il male che esiste sulla terra, e dato il livello di spiritualità medio dei governanti delle varie nazioni, che tipo di lavoro svolgono esattamente?

Non esiste un luogo denominato inferno, contrapposto a Shambala, perché tutto parte da lì, sia il cosiddetto bene che il cosiddetto male. Nel novero degli interventi degli emissari di Shambala per guidare i destini del mondo, tra l’altro, ve ne sono alcuni volti a portare difficoltà (dice Igor Sibaldi che gli angeli non vengono a risolvere problemi, ma a portarceli, se veramente ci vogliono bene) e interventi volti a portare aiuto, lì dove questo aiuto sia funzionale a farci crescere ed evolvere spiritualmente, e non semplicemente a toglierci le castagne dal fuoco.

E il Re del Mondo, in fondo, non è né buono né cattivo. E’ anche lui un figlio della creazione, messo a vigilare sul fatto che il mondo rimanga esattamente come è: una prigione materiale, da cui noi dobbiamo cercare di uscire, come in un videogioco.

Per uscire dall’influenza del Re del Mondo, occorrerebbe essere completamente svincolati dalla Matrix in cui viviamo (sostanzialmente, essere simili a dèi); ma poche persone, nella storia dell’umanità, hanno raggiunto queste vette, e tra esse vanno annoverati Buddha, Cristo, e pochi altri.

E’ questo il Lila, il gioco di Dio della dottrina induista. Il sogno di Dio, di cui parlava Yogananda. Dove anche il Re del Mondo fa parte del sogno o del gioco.

E alla fine del gioco, raggiunto l’ultimo livello, si scopre che l’unico nemico che abbiamo davvero siamo noi stessi. E che il Re del Mondo siamo noi stessi.

Nella mia esperienza, infatti, ho spesso notato che le più grandi difficoltà che incontriamo non sono quelle causate da poteri occulti, o da ostacoli esterni, ma unicamente da noi stessi.

Negli omicidi rituali o nelle stragi di cui mi sono occupato per anni, ad esempio, giocano delle forze esoteriche molto potenti, ma giocano soprattutto la cecità di chi dovrebbe indagare, la pavidità dei parenti delle vittime che poi vengono comprati da certi poteri per denaro o interesse, e la complicità di politici o giornalisti che non vogliono rivelare la verità; in sostanza, gli omicidi rituali sono irrisolti per la stupidità dell’uomo, non per la forza dei cosiddetti poteri occulti.

La politica è quel che è non tanto per la forza di certi poteri (che pure esistono e incidono) ma per la stupidità, l’arroganza, l’avidità, dei politici stessi, i quali però rispecchiano il grado di evoluzione dell’elettorato.

Molte volte ho visto abortire meravigliosi progetti spirituali, sociali, politici, non per l’intervento di forze occulte, ma per l’ego di chi partecipava al progetto, la miopia, i meccanismi automatici e i limiti intrinseci alle persone che partecipavano al progetto.

Dice Franco Battiato, in una canzone tratta da “L’era del cinghiale  bianco”, che “il Re del Mondo ci tiene prigioniero il cuore”. Ma il Re del Mondo, come diceva il mio maestro, ci mette davanti solo a noi stessi.

 

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6 Commenti

  1. Caro Paolo, in questa tua disperata ossessione della ricerca di un maestro riveli tutta la tua debolezza: gli spiriti forti non necessitano di alcun sostegno.
    E poi con questo continuo miscelare bene e male, il male fatto per il bene, il bene per il male, fai solamente gli interessi del male, in quanto causi grande confusione agli spiriti più deboli che già di loro non sono in grado di distinguere i due principi, anche la dove sarebbe ovvia la cernita.

    Quando dici “il Re del Mondo ci mette solo davanti a noi stessi”, ti redi conto che stai affermando che Satana in realtà è buono?
    Non ti meravigliare tanto se massoni e compagnie belle poi commettono crimini abominevoli in nome del loro dio del bene Lucifero, perché in fondo tu dimostri di non essere diverso da loro.

    Ma quando la smetteranno gli uomini di cercare un maestro/messia a cui aggrapparsi solo per sfuggire alla propria miseria interiore.

    Scaligero, Steiner, Yogananda, Guénon, Brizzi, Sibaldi, e tutti gli atri che hai nominato, sono solo spazzatura da spazzare via definitivamente dalle menti dell’umanità, che solo così potrà evolversi.

  2. Ciascuno di noi ha un Sè superiore.
    Perché non dovrebbe essere Lui il proprio Maestro?
    E i messaggi come arriverebbero? Ad esempio a me arrivano durante il sonno.
    Non so se ho coniugato bene il tutto, la grammatica non è il mio forte… nonostante ciò spero il messaggio sia arrivato.

  3. articolo ponderoso , notevolissima la citazione finale del Maestro Battiato …… ecco perchè con deferenza e arguzia suggerisco di elargire un like alla nota pagina facebook ELEGGETE BATTIATO AL QUIRINALE
    daje
    comunque sia GRAZIE
    ad maiora semper
    VOCATUS ATQUE NON VOCATUS DEUS ADERIT
    @medicojunghiano

  4. diciamo che la Realtà, attualmente [Epoca di Piombo] differisce dalla Verità [Mondo delle iDee e degli iDei, o iDeali], laddove la prima è simile a quanto descritto nei Romanzi distopici [p. Es. “Guerra è Pace”], e la seconda è simile alla Descrizione di Paradiso [cfr. p. Es. in “la divina Commedia”], e se e quando la Realtà è gestita da chi [s]ragiona in Senso [Significato e Direzione] karmico [vizioso], allora specialmente si distacca dalla Verità [che funziona in Senso dharmico (virtuoso)], ma la Realtà può diventare simile alla Verità se quest’ultima si segue, [e come realizzare questo Procedimento è ben descritto nel Buddhismo, e anche sono utili Canti come il “Savitr Mantra”, i quali ci ricordano che: siamo stati concepiti e forgiati dalla Luce che è Dio, anche chiamata Buddhità, e siamo perciò delle Coscienze, degli Ologrammi della Luce che è Dio, mentre abbiamo a Disposizione per manifestarci dei Veicoli, i quali vanno adeguatamente usati secondo l’Ordine (dharmico, virtuoso) Psiche prima-e-Mente poi, ovvero, Bene interiore prima-più-Forza esteriore poi (nei Veda noti come Rajo Guna-più-Sattwo Guna, e nell’Alchimia come Rubedine-più-Albedine; mentre la Coscienza che siamo corrisponde all’Oro, o Aur ovvero Luce, alchemico)], e così sia; ”siamo tutti dei Buddha, delle Coscienze”; Felicità dentro-fuori a tutti, ovunque-sempre.

  5. Buongiorno dottor Franceschetti,
    volevo ringraziarla innanzitutto per il suo coraggio e per condividere con noi queste conoscenze e considerazioni profonde.
    Alcuni articoli, come questo, mi hanno dato un senso di appagamento intellettuale e molta commozione.
    Tuttavia, dopo le prime piacevoli sensazioni, dentro me è anche suonato un campanello d’allarme; ciò che mi preme sottolineare è un concetto che potrebbe essere implicito, ma che a mio avviso va esplicitato; penso che sia vero, nel nostro stato attuale, nel cammino spirituale, il Re del Mondo, cioè un demone, è una parte di noi.
    Tuttavia la nostra essenza ultima, da riscoprire, e l’unica cosa con cui identificarci, è l’essenza spirituale.
    Siamo esseri spirituali che compiono un percorso, e hanno con sé molti bagagli, anche ingombranti, come i demoni. Ma prima o poi li lasceremo.
    Penso che sia importante ricordare bene la nostra identità, perché, come anche Osho sostiene, l’unico vero peccato è identificarsi con qualcosa che non siamo, ovvero qualcosa di estraneo alla natura spirituale.

  6. Grazie Paolo, con questo articolo e con la conferenza in cui hai affrontato lo stesso tema, mi hai dato una grossa sberla! Conoscevo già alcuni concetti “vago” nel mondo della ricerca spirituale e della felicità da un po’, eppure stavolta mi è entrato di più! Ora vedo bene la via ma il viaggio sarà comunque difficile. Grazie davvero.

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