Yogananda e Crowley: felicità e scopo della vita

Lettera alla mia amica che pratica la magia nera

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Uno dei rapporti più intensi e tormentati della mia vita è quello con una mia amica, che chiamerò Agneska, che ha praticato per anni in passato la magia nera e stima Crowley tra i molti personaggi del passato. Io stimo Yogananda, e questo porta spesso a litigate piuttosto feroci, con insulti reciproci.

Un giorno ebbi con lei una discussione, a proposito di un rituale di magia nera che fece per uccidere una persona che aveva picchiato e violentato una sua amica. Le dissi che, in quel modo, faceva tutto il contrario rispetto a ciò che voleva ottenere (fare giustizia), perché alla persona da uccidere (che poi effettivamente scomparve nel nulla, probabilmente morto) faceva un favore; un tipo simile, era sicuramente una persona stanca di vivere, a cui la morte avrebbe recato sollievo. Il favore però non lo faceva alla sua amica, che magari si sarebbe trovato un compagno ancora peggiore, né alla famiglia di lui, che sarebbe stata gettata nel dolore inutilmente. In sostanza, era un atto, il suo, che non produceva felicità, né individuale né collettiva; perché voleva punire il violentatore, e aiutare la sua amica, ma otteneva l’effetto opposto, facendo un favore al violentatore, e non creava felicità alla sua amica, spargendo dolore. Crowley avrebbe approvato il suo atto, trattandosi di un atto di giustizia; Yogananda no; perché il primo cercava una giustizia umana, il secondo divina. Yogananda si poneva sempre il quesito della felicità altrui, prima di fare qualsiasi mossa; Crowley si poneva il problema della giustizia terrena, ricercando un equilibrio in quel campo.

I più furiosi scontri con lei riguardano il “perché faccio le cose”. Nel nostro lungo e tormentato rapporto, ogni tanto, oltre a darmi del fallito per motivi che non ho mai capito (avendo io un concetto diverso dal suo, di fallimento e di successo), dice cose del tipo: “tu hai solo le amicizie che ti servono per il tuo lavoro”; oppure mi dà consigli del tipo: “dovresti occuparti di Emanuela Orlandi”, al che io rispondo: “no, non mi interessa occuparmene, come non mi è mai interessato occuparmi di delitti e massoneria”. Questa cosa la manda letteralmente in bestia, non riuscendo a capire come si concilia il fare una cosa, senza avere interesse per farla.

In realtà, quello dell’azione svincolata dal risultato, è uno dei concetti chiave del Karma Yoga, del Buddismo, ma anche del Cristianesimo. E doveva essere chiaro pure a Crowley, che dello yoga era un profondo studioso. Alcuni concetti sono espressi in modo molto efficace nel libro di accompagnamento al suo mazzo di tarocchi. Alla carta numero 5, il Papa, scrive: “sii un atleta degli otto gradi dello yoga”. E al numero 6, gli Amanti: “non badare alla voce sirena del senso, o a quella della ragione; resta in semplicità, e ascolta il silenzio. Al numero 13, la Morte: “ogni cambiamento è l’effetto di un atto di amore, ogni atto di amore contiene gioia pura.

Alcuni esempi.

Ho scritto gli articoli sul Mostro di Firenze, semplicemente perché, accortomi che la realtà era diversa da quella che raccontavano, qualcuno doveva pur dirlo. E ci ho scritto pure un articolo, dal titolo, appunto, “Qualcuno dovrà pur dirlo”: https://petalidiloto.com/2014/05/qualcuno-dovra-pur-dirlo-mario-spezi-ai.html

Ho aperto un sito che raduni le cure alternative al tumore, tutte, senza distinzioni, perché qualcuno doveva pur farlo: http://tumoreterapiealternative.blogspot.com/

Ho scritto di omicidi rituali perché, accortomi che molti dei delitti che quotidianamente la tv ci propina sono in realtà delitti commessi dai cosiddetti colletti bianchi, che poi vengono attribuiti a degli sfigati che fungono da capro espiatorio, qualcuno doveva pur dirlo.

Ho scritto il libro sulle religioni, forse una delle pochissime cose che ho scritto davvero per passione, ma comunque perché nessuno aveva mai detto in un libro le cose che ho detto io.

Più in generale, quella è la molla che mi fa fare la maggior parte delle cose nella vita.

Ho aperto anche un blog di moto. Da appassionato di custom, mi ero accorto che mancava un sito che accomunasse le prove su strada dei modelli più importanti del passato, e quindi l’ho realizzato: http://customharleydavidson.blogspot.com/

Ho messo in rete, riscrivendolo tutto al pc, il Sutra del Loto; semplicemente perché è un testo fondamentale del Buddismo, e in rete non si trovava: http://ilbuddismodinichiren.blogspot.com/

In passato ho scritto dei libri di diritto, perché mancavano libri con particolari caratteristiche in quelle particolari materie e, facendo il docente in corsi post universitari, avevo bisogno di testi completi ma scorrevoli e chiari.

Insomma: faccio le cose per me, quando penso siano utili pure agli altri. Ma non mi preoccupo troppo del risultato.

 

Le nostre discussioni si riflettono poi sui miei rapporti, che lei non capisce, trovando che mi mischi con personaggi strani che poco hanno a che fare con me. Eppure, anche lì, la chiave di lettura mi pare molto semplice.

Stimo Carpeoro e gli sono amico perché, molto semplicemente, ha detto cose che non aveva mai detto nessuno, e scritto cose che nessuno aveva mai scritto, come il suo stupendo “Il volo del Pellicano”, libro di cui mi innamorai quando ancora non ci conoscevamo. E credo che se molti massoni fossero come lui, il mondo sarebbe migliore.

Stimo Gioele Magaldi perché ha scritto un libro unico nel panorama massonico mondiale, che rimarrà sempre una pietra miliare con cui chiunque si occupi di storia della massoneria dovrà confrontarsi. E credo che se molti massoni fossero come lui, il mondo sarebbe migliore.

Stimo Solange, e collaboro con lei da anni, e tra noi c’è un’amicizia anomala, in quanto siamo diversissimi per cultura, estrazione sociale, abitudini e carattere; due mondi diversi, che non si sarebbero mai toccati, se non fosse che un giorno, incontrandoci, ho capito che lei faceva qualcosa che prima o poi qualcuno doveva fare, e che chiunque dovrebbe fare, e che se facessero tutti il mondo andrebbe molto meglio: svelava la verità su alcuni misteri italiani, e scriveva un capolavoro come “Psyops”. E credo che lei pensi la stessa cosa di me, che spesso mi avrebbe voluto rompere qualcosa in testa per il carattere che ho, e per la diversità di caratteri, ma mi stimi per quello. E credo che se molte più persone fossero come lei il mondo sarebbe migliore.

Stimo e collaboro con Michele Proclamato perché si è occupato della legge dell’Ottava; e qualcuno doveva pur occuparsene. E credo che se molte più persone fossero come lui il mondo sarebbe migliore.

Amo Stefania perché fa le cose, semplicemente per farle, senza preoccuparsi delle conseguenze, e senza calcoli su quanto guadagnerà da quella cosa. Le fa, semplicemente perché devono essere fatte. Qualcuno una volta si è appropriato dei risultati del suo lavoro facendolo proprio; la sua reazione è stata, semplicemente, ignorare la cosa, perché non fa le cose per ambizione personale. E credo che se molte più persone fossero come lei il mondo sarebbe migliore.

Mi trovo a collaborare con Fabio Frabetti, perché come giornalista scrive le cose che ogni giornalista dovrebbe scrivere (anche quando, a causa di queste cose che scrive, mi becco una querela e un processo penale) e fa quello che qualunque giornalista dovrebbe fare: informare. E credo che se molte più persone fossero come lui il mondo sarebbe migliore.

 

Il top delle discussioni poi si raggiungono quando si parla di scopo della vita, che per me è la felicità, e lei risponde “ma tu sei un infelice”. Li finisce regolarmente a insulti, perché lei stima Crowley, che secondo me come persona era un infelice, e io stimo Yogananda che è il mio modello di vita, mentre lei lo considera un infelice. Entrambi, a mio parere, cercavano la felicità, ma la cercavano in posti diversi e con mezzi in parte diversi. Curiosamente, però, entrambi erano convinti dell’unità delle religioni, e dell’unità del loro messaggio di fondo, quindi partivano da presupposti teorici identici (illuminanti, al riguardo, sono i primi capitoli del libro “Magick”, praticamente identici, nel contenuto, al libro “La scienza della religione”, di Yogananda).

Il mio scopo è la felicità, individuale e degli altri (non a caso aderisco a una religione, il Buddismo, che è molto semplicemente una via per la felicità; e non a caso nella versione del Buddismo di Nichiren il libro che viene consigliato è “Felicità in questo mondo”). E so che la felicità arriva quando ci si armonizza col divino (col ritmo dell’universo, direbbero i miei compagni di fede buddista), e io ancora tanto armonizzato non sono, in questo ha ragione la mia amica. Ma so che il divino risiede anche nei delitti rituali, e quindi ho cercato il divino anche lì.

La ricerca della felicità è quindi l’altro filo conduttore della mia vita.

Non so se sbaglio, ma credo che Fabio Frabetti sia più felice quando fa le trasmissioni con me, e che sia felice quando un ascoltatore dice di essere felice grazie alle trasmissioni che facciamo.

Quando una lettrice mi scrive “seguendo le indicazioni che ho trovato sul tuo sito, sono guarita da un tumore incurabile al fegato”, non solo credo di averla resa felice, ma il cuore mi si riempie di gioia.

Partecipo al film del mio amico Maurizio, dal titolo “Il Viaggio”, perché è la storia di un viaggio alla ricerca della felicità; non sappiamo se il film, realizzato in modo amatoriale, avrà successo, ma sicuramente nel realizzarlo avremo realizzato un obiettivo comune, che è quello di essere felici, perché quando siamo insieme ridiamo come capita raramente nella vita.

E il nostro concetto di felicità è simile: una colazione davanti al lago, un sigaro (lui una sigaretta) e ridere insieme. E rido spesso, non solo con Maurizio, ma anche con Fabio, con Stefania, e anche con Carpeoro, Michele, Solange, e tutte le persone che mi accompagnano in questa vita che è, infatti, un viaggio, e che con loro diventa meno pesante.

Ricerca del divino e felicità sono un binomio inscindibile. Arduo farlo capire a chi pratica magia nera. E arduo è far capire alle persone che andiamo tutti nello stesso posto e la meta è unica per tutti. E’ solo la strada che è diversa, e lo sono anche i compagni di viaggio.

Lo sapeva Crowley, come lo sapeva Yogananda. Scrive il primo: “lascia passare su di te le illusioni del mondo, senza badarle, mentre vai dalla mezzanotte al mattino” (arcano XIX, la Luna); mentre Yogananda diceva che questo mondo è un mondo di sogno, il sogno di Dio.

Entrambi avevano capito le stesse cose e avevano conoscenze simili. Ed entrambi cercavano la stessa cosa: la felicità. Ma la conoscenza non fa la felicità, perché la felicità è una condizione interiore, che nulla ha a che fare con le circostanze esterne. Non dipende quindi dalle cose che facciamo, ma da come le facciamo e dal perché.

E’ il perché, soprattutto, che divide Crowley da Yogananda. Ed è questa, in fondo, la grande divisione tra magia bianca e magia nera: il perché.

 

9 Commenti

  1. « Ogni cosa che si fa torna indietro tre volte nel bene e tre volte nel male. Se si fa del bene si riceverà tre volte il bene, se si fa del male si riceverà tre volte il male. Non bisogna però fare del bene nell’attesa della ricompensa »

  2. Mi sembra che con le persone amiche in fondo il sentimento sia: ” ma chi sei tu ? noi siamo due persone completamente differenti, viviamo in due mondi diversi, non ci assomigliamo proprio per niente , essere con te, per me è come essere solo. Ossia, la compagnia di queste persone non ci appaga proprio per niente. Invece con le persone con le quali ci fa felici essere in loro compagnia , perchè la solitudine, con loro, se ne va, esiste uno scontro continuo per un motivo o per l’altro. Il caso peggiore è quando uno ha delle motivazioni di scontro talmente forti e la differenza ( negata ) è talmente tanta, che non esiste ne l’uno ne l’altro caso.

  3. Io ho letto alcuni libri di Yogananda, sono utili e belli, mi piacciono i suoi libri. Però, se prendo in mano un ritratto di Yogananda, la prima cosa che mi viene in mente ( senza offesa ) istintivamente, non so da quale angolo remoto della mia coscienza sarebbe che io con un individuo del genere non vorrei assolutamente averci niente a che fare, e sicuramente la presenza fisica di Yogananda, se fosse ancora vivo, sconvolgerebbe il mio sistema energetico , provocandomi sentimenti inquietanti, non voglio usare termini … paura , o roba del genere, non so da dove mi vengono queste cose , che comunque , non appartengono alla maggioranza delle persone, nonostante questo , ci tengo a dire che non sono mai stato giudicato pazzo e ne pericoloso per me stesso o per gli altri.

    • L’ultima frase l’ho messa con riferimento alla psichiatria ufficiale. Nel senso di pazzia ufficialmente accertata….. ovvio.

  4. quella che ha fatto il Rituale di Magia nera [oltretutto ancora da capire come si faccia a fare qualcosa di simile, ma pare che il Mentalismo e le sue Tecniche potrebbero spiegarlo bene: cfr. Gustavo Adolfo Roll che chiedeva di sondare le sue Capacità espletate, scoprendo scientificamente i Meccanismi, (coscienziali, mentali, psicologici e fisiologici), soggiacenti],

    anche ha cagionato un Problema a sé stessa, perché se vogliamo ritrarre la Situazione diversamente, è come se un Poveraccio ridotto in Miseria compisse un Omicidio, o un Furto, ebbene, aggraverebbe il suo Karma [per così chiamarlo] poiché quegli Atti sono considerati cosiddetti Peccati mortali [viziosi, che implicano (volendo parlare di ciò) Rinascita sfavorevole o, Soggiorno all’Inferno per purificarsi], e così, oltre ai Lati negativi di cui è stato detto, anche quello va aggiunto,

    e soltanto tutto quello che è ”Arma della Luce” [la Luce è Amore interiore più Potere esteriore], usato liberamente, è salvifico e salubre [per sé], per la Vittima, per il Colpevole, per chiunque perché guarisce,

    e Guarigione è Sinonimo di Pace, Giustezza o Equanimità, Salvezza,

    e anche, la Luce è Luce interiore più Luce esteriore come pure, Felicità interiore più Felicità esteriore, sicché, raggiungere quella [e ciascuno raggiungerla: siamo tutti, volendo o nolendo interconnessi gli uni agli altri], è una Manna per ognuno,

    mentre implementare il Buio o covarlo, è una Maledizione per ognuno;

    come fare, cosicché, affinché queste Pratiche cosiddette sataniche possano venire debellate dalla Faccia della Terra, che anche se semplicemente Drammatizzazioni di Stati d’Animo turbolenti interiori, senza vera Corrispondenza fattuale esteriore, non fanno altro che fomentare gli Stati d’Animo afflittivi [v. il Buio], sistemico [cfr. Interconnessione fra ognuno],

    e come fare a diffondere la Cultura della Luce, che da sempre è considerata l’unica Salvifica e che da sempre è considerata la più difficile da implementare, in un Mondo come quello in cui ci si trova [pieno di apparenti o occulte Ingiustezze, Scorrettezze], che inducono Sofferenza [Afflizione] invece che Allegrezza [Benessere],

    e come fare a favorire la Spiritualizzazione della Materia e viceversa, la Materializzazione dello Spirito, dare un Corpo alla Coscienza e, una Coscienza al Corpo, e a realizzare il Paradiso in Terra, dove Bene interiore più Forza esteriore siano realizzati ovunque,

    [è questione di Educazione]?

    [per quanto concerne Stefania che fa gratuitamente, così potrebbero e dovrebbero fare tutti, peccato che la Sussistenza minima venga fatta dipendere dal Denaro, con cui procurarsi Alloggio, Cibo, Abiti, (poter condividere ciò con gli Affetti), e Cultura (produrla, beneficiarne), sicché la Gratuità di per sé va benissimo ed anzi, ognuno è capace di esprimersi così, ma senza un Supporto già esistente e che perduri, attualmente si soccombe, sicché attualmente si può operare gratuitamente se, viceversa, l’Income c’è già;

    Stephen vuol dire Corona, ed effettivamente il Coronamento di sé o l’Autorealizzazione consistono nel poter stare al Mondo, esprimendosi liberamente, con Bene e Forza, senza Preoccupazioni limitanti (p. es. Income, specialmente Denaro che è un Mezzo artificiale ed artificioso per valutare il Valore o meno di qualcuno o qualcosa, Orologi che corrono in avanti orizzontalmente mentre il Tempo è collegato alla Condizione di Essere quale Verbo e noi siamo una continua Fioritura cfr. Eternità, altro)]

    Complimenti per tutta l’Opera svolta; Felicità interiore-più-Felicità esteriore a ciascuno, e illuminante-Illuminazione.

  5. il Soprannome usato per la sua Amica [da cui ”dai Nemici mi guardo io, dagli Amici mi guardi Iddio”] o Conoscente, può essere confondente [qualcuno potrebbe associare quel Nome a Nomi di qualcuno che non solo non c’entra alcunché con quelle Pratiche, ma ne favorisce altre: v. Soprannomi pericolosi perché generano ”fake News” e ”false Flags”],

    mentre si è dimenticato di dire che taluni praticano Magia nera per Motivi puramente egotici e meglio, per Fini acquisitivi di Potere prepotente o, Potere materiale e temporale, e questa è la Maggioranza dei Praticanti [chi volesse fare Giustezza o Giustizia, specialmente se orientato al Divino ( e quindi meritevole di Amicizia sincera, cfr. Amicizia quale Agape, Amore universale), userebbe la Magia bianca, che andrebbe a ristabilirla (la Giustezza)],

    si è altresì dimenticato di spiegare che ogni Evento è composto da svariati Livelli, da interpretare ed analizzare:

    . quello coscienziale riguardante i Principii o Fini, [”why?”, ”because …” <- ''la Causa è …'']
    . quello mentale o psichico concernente le Modalità invisibili agli Occhi [''come?''],
    . quello psichico o mentale concernente le Azioni fisiche visibili agli Occhi o Dinamiche [''cosa?''],
    . quello fisico concernente i Protagonisti, [''chi?'']
    . e quello generativo concernente i Collaboratori [''con chi?''],

    così bisogna vedere cosa s'intende con Magia bianca o nera, e a quale Livello [v. sopra] si riferiscono questi Epiteti,

    mentre è sempre interessante osservare, contemplare, ascoltare quel che dicono i Maestri spirituali sui Principii/Fini opportuni [v. l'Alfa e l'Omega], con quali identificarsi, e meglio, la Luce che è Dio,

    e quindi diventare Maestri spirituali sé stessi

    [l'Umano o Disumano può compiere un'apparente bella Azione (che dunque diverrà essenzialmente brutta), guidato da secondi Fini maliziosi e malvagi, o viceversa, e va considerato il Vantaggio o Svantaggio che si porta ad ognuno (sè ed il prossimo),

    in ogni Circostanza,

    . a Livello coscienziale,
    . a Livello mentale [Pensieri e Parole],
    . a Livello psichico [Sentimenti e Emozioni],
    . a Livello fisico [Corpo e Azioni fisiche],
    . a Livello generativo [Relazioni],

    laddove la Circostanza perfetta è quella che apporta beneficio [a sé e al prossimo] ad ognuno di questi Livelli [cfr. Buddhità, Cristità, altro].

    Bene dentro-più-Forza fuori a ciascuno.

  6. Ciao Paolo, hai dimenticato di citare tra i tuoi cari Rudy.
    Lidea di felicità è complessa da definire perché l’uomo essendo competitivo ha necessità di trovare sempre stimoli nuovi per cui lo stato di appagamento costante è una chimera (quasi) irraggiungibile. Crowley ha un’idea individualista, in cui la propria felicità può compromettere quella di un innocente (i suoi rituali, i sacrifici). Della sua personalità spietata ne fa un quadretto interessante Maugham nel libro “il Mago”, Maugham la sapeva lunga: pare fosse dei servizi segreti inglesi.
    Nella biografia di Yogananda è interessante scoprire il suo percorso, da uomo diventa “eletto”, raggiunge uno stato di completezza, trabocca talmente tanto amore per Dio che ne nutre tutti i suoi accoliti. È generoso e vòlto alla vita, così come il suo maestro Yukteswar, ché negli attimi finali ha paura della morte, perché al di là di ogni prodigio spaventa la trasformazione che esercita la morte.
    Ascoltandoti in radio ho notato spesso che la tua visione appare affine a quella di Crowley, ad esempio quando affermi che un morto trucidato alla fine sta meglio nell’al di là, che il suo karma doveva compiersi così. In quest’ottica di rassegnazione si dovrebbe rinunciare al miglioramento?
    Ecco, Yogananda vede l’umanità come un percorso coscienziale unico in cui intervenire in favore del prossimo dà beneficio ad entrambi. Crowley considera l’umanità o meglio i singoli individui come “strumenti” da usare, e mi sfugge perché tu lo definisci un simbolo di giustizia terrena.
    Grazie se vorrai rispondermi o comunque per l’attenzione.

    • Vero… non ho citato Rudy perchè l’articolo era dedicato ad una mia amica. A cui Rudy sta simpatico e quindi non ho mai litigato con lei su di lui. 🙂

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