Caso Ruby: è morta avvelenata la testimone chiave Imane Fadil

La modella marocchina 33enne è morta per un mix di sostanze radioattive. Il mistero della morte di un giornalista e dell'ex avvocato di Ruby

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È morta Imane Fadil, giovane modella e testimone chiave nei processi Ruby, che vedono Berlusconi tra gli imputati.

Era la stata la prima a far aprire il caso nel 2011 e poche settimane fa aveva chiesto di costituirsi parte civile al processo Ruby ter. Ma il 29 gennaio viene ricoverata in ospedale, dove è morta il 1° marzo dopo un mese di agonia.

Prima di morire ha telefonato al fratello e all’avvocato, dicendo loro di essere stata avvelenata. Infatti dall’esito dell’esame tossicologico è emersa la morte per avvelenamento con un mix di sostanze radioattive. Inoltre ci sarebbero anomalie nella cartella clinica.

La notizia è uscita soltanto ieri e appena l’ho letta ho pensato a questa intervista che la Fadil aveva rilasciato l’anno scorso al Fatto Quotidiano: https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2018/04/24/le-notti-di-arcore-una-setta-del-male-con-tuniche-e-riti/4312178/

Parlò di una sorta di “setta satanica” che praticava riti; ovvero fatti molto più gravi di qualche cena a sfondo sessuale.

Facile screditarla… anche perché Imane aggiunse di essere una sensitiva e di aver sentito e visto presenze ed entità negative e malefiche.

Infatti ricordo che quando uscì questo articolo, molti commentarono che non era credibile, che queste cose non esistono, che lei è solo una in cerca di visibilità, ecc… Ma chi dice questo, non sa che queste organizzazioni esoteriche ai piani alti del potere esistono eccome (e ne abbiamo parlato diverse volte), e che parlarne pubblicamente non ti dà fama, anzi.
Ti espone a dei rischi notevoli, infatti leggendo questa intervista pensai che la ragazza rischiava di essere fatta fuori. Anche perché annunciò che stava scrivendo un libro su tutta la vicenda, dove avrebbe raccontato tutto questo e molto di più. Un libro che a quanto pare stava finendo prima di morire.

 

Ecco alcuni passi dell’intervista del 24 aprile 2018 al Fatto Quotidiano:

La cosa non si limita a un uomo potente che aveva delle ragazze. C’è molto di più in questa storia, cose molto più gravi.
Questo signore fa parte di una setta che invoca il demonio. Sì lo so che sto dicendo una cosa forte, ma è così. E non lo so solo io, lo sanno tanti altri.
Una sorta di setta, fatta di sole donne, decine e decine di femmine complici.

In quella saletta dove si faceva il Bunga Bunga c’era uno stanzino con degli abiti, tutti uguali, come delle tuniche, circa venti o trenta: a cosa servivano? E poi c’era un’altra stanzetta sotterranea con una piscina, con a fianco un’altra saletta, totalmente buia, senza nessuna luce. Una piscina sotterranea e una stanza senza luci? Perché?

Ho visto presenze strane, sinistre. Io sono sensitiva fin da bambina: da parte di mio padre discendo da una persona che è stata santificata e le dico che in quella casa ci sono presenze inquietanti. Là dentro c’è il Male, io l’ho visto, c’è Lucifero.

 

Inoltre ci sono altre due morti inquietanti e anomale, legate al caso Ruby.

Egidio Verzini, ex avvocato di Ruby Rubacuori, il 4 dicembre 2018 aveva rivelato pubblicamente che Berlusconi avrebbe versato 5 milioni di euro a Ruby; il giorno dopo muore tramite eutanasia in una clinica svizzera.

Il giornalista Emilio Randacio, che si stava occupando del caso e stava seguendo il processo, è morto improvvisamente il 13 febbraio per un “malore” (forse un infarto), ma pare che i risultati dell’autopsia non siano mai stati comunicati.

Egidio Verzini, Emilio Randacio, Imane Fadil: tre morti strane nell’arco di tre mesi, e tutte legate al processo Ruby. Un po’ troppe per essere un caso…

 

3 Commenti

  1. pero’ potrebbe anche essere stata obbligata a parlare come Ruby e poi, non avendo svolto bene il compito, e’ stata scaricata

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