Il mistero dell’identità di Shakespeare

Il mistero della vera identità del famoso drammaturgo inglese

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Nelle sue opere, Shakespeare dimostra un pensiero filosofico e spirituale profondissimo, oltre a riferimenti al pensiero di Giordano Bruno e a una notevole conoscenza della storia e della cultura italiane. Tuttavia la sua vita è avvolta nel mistero: abbiamo poche informazioni sul suo conto, tanto che molti personaggi anche influenti dubitarono del fatto che sia stato effettivamente lui a scrivere. In realtà dietro alle sue opere si cela tutta la sapienza dei Rosacroce. Ma chi era veramente Shakespeare?

 

1 commento

  1. Intanto voglio ringraziare di cuore Paolo e Fabio perché in un periodo tanto strano e surreale offrono rubriche che oltre ad essere una vera boccata di aria fresca portano cultura, e l’universo solo sa quanto ne abbiamo bisogno!

    Sono laureata in lingua e letteratura inglese e tedesca, ho quindi studiato Shakespeare ovviamente. In lingua originale (ciò che ci hanno detto, almeno).
    E all’epoca dell’università mi resi conto che le opere attribuite a Shakespeare erano molto diverse per stile le une dalle altre, alcune parlavano di basse passioni umane come la vendetta, mentre altre volavano alto.
    Cambiava anche lo stile scrittorio, ma essendo giovane allora liquidai la cosa come eclettismo artistico, cosa perfettamente accettabile.
    Solo anni e varie centinaia di libri letti dopo, tra cui alcuni che riguardavano il mistero dell’identità di Shakespeare mi sono resa conto che il mio sentire era giusto.

    Credo che il vero Shakespeare fosse un collettivo o confraternita segreta di scrittori, non necessariamente tutti uomini, di cui alcuni avevano contatti con l’Italia e credo anche che alcuni abbiano scritto alcune opere direttamente in italiano, poi tradotte in inglese.

    Va tenuto ben presente che all’epoca e per svariati secoli successivi i manoscritti erano molto cari e solo poche persone di stato sociale agiato sapevano leggere, per cui è ovvio che le opere di “Shakespeare” fossero scritte da persone agiate per altre persone agiate.
    I poveri non potevano sicuramente permettersi di andare a teatro e dubito ne avessero il tempo e la voglia.

    Ergo, la storiella che le sue opere fossero dirette a tutti è semplicemente una menzogna, le possiamo considerare dirette a tutti con valori universali oggi, non all’epoca in cui furono scritte.
    Il che conferma quanto lungimiranti siano i Rosacroce e i vari massoni moderni.

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