Dante e la Divina Commedia: un percorso esoterico. Intervista a Radio Gamma 5

La Divina Commedia è un'opera che racchiude in sé tutto il sapere templare e rosacrociano

2

“Dante Alighieri e la Divina Commedia: suoi impulsi essoterici ed esoterici a 700 anni dalla sua morte, 14 settembre 1321”

Intervista a Paolo Franceschetti andata in onda lunedì 13 settembre 2021 su Radio Gamma 5, nella trasmissione “Appunti di antroposofia e mondo altro” condotta da Elio Pezzuolo e Corrado Roeper.

La Divina Commedia è un’opera che racchiude in sé tutto il sapere templare e rosacrociano. Ne parliamo in occasione del 700° anniversario della morte di Dante.

 

2 Commenti

  1. Non è sanza cagion l’andare al cupo:
    vuolsi ne l’alto, là dove Michele
    fé la vendetta del superbo strupo”.

    Il fatto che andiamo (Dante e Virgilio) nella profondità infernale non è senza ragione; ciò è voluto dal Cielo, là dove l’Arcangelo Michele punì giustamente la superba violenza degli angeli ribelli. (DANTE ALIGHIERI, Divina Commedia, Inferno VII,10-12).

    “Ben m’accorsi ch’elli era da ciel messo,
    E volsimi al maestro; e quei fé segno
    Ch’i stessi queto ed inchinassi ad esso”.
    Mi accorsi senza dubbio che questi era un angelo mandato dal cielo, e mi rivolsi al maestro; ed egli mi fece segno di tacere e di inchinarmi a lui. (Inferno IX, 85-87).

    “Adesto itaque, Dux invictissime, populo Dei contra irrumpentes spiritales nequitias, et fac victoriam. Te custodem et patronum sancta veneratur Ecclesia; te gloriatur defensore adversus terrestrium et infernorum nefarias potestates; tibi tradidit Dominus animas redemptorum in superna felicitate locandas”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here