Io, il sesso e Claudio Villa

Sesso e felicità

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Dedicato a Claudio Villa, il proprietario del Divina Club a Tuoro sul Trasimeno, il primo che mi abbia davvero fatto vedere che la vita non era limitata alle stronzate di cui ero stato imbevuto fino a 18 anni.

Nella mia vita non ho mai avuto un vero maestro, tranne una breve e straordinaria parentesi di un anno circa, che non è stata sufficientemente completa per darmi una preparazione a 360 gradi. Ho avuto tanti maestri però, e da ciascuno ho preso qualcosa che mi è rimasto impresso; uno di essi è Carpeoro, che mi fece riflettere sulla distinzione tra il perché e il come delle cose; la gente in genere si chiede il come delle cose, ma mai il perché. Io appartengo invece a quella categoria di persone che si chiede sempre il perché, forse anche troppo ossessivamente a volte, per ogni cosa che succede nella mia vita o in quella altrui.

Uno dei perché più assillanti della mia vita è sempre stato il perché dei rapporti di coppia, e il perché del sesso, senza essere riuscito, ad oggi, a dare una risposta completamente appagante. Trovo che i libri in commercio sull’argomento non spieghino quasi nulla; trovo che gli psicologi forniscano un approccio al sesso che vorrebbe standardizzare un comportamento che – come insegna l’astrologia – ha mille sfaccettature diverse; e mi è sempre sembrato che in molte scuole iniziatiche si insegni il cosiddetto sesso sacro, ma che nella stragrande maggioranza questi insegnamenti siano solo una versione un po’ più evoluta rispetto a quella della maggioranza, che in definitiva si riduce solo ad un diverso “come” senza mai spiegare il perché. In altre parole studiano tecniche, fanno rituali, hanno una mentalità più aperta, ma questo approccio al sesso è solo la versione leggermente più evoluta, e con qualche conoscenza in più, rispetto alla persona media che si occupa solo del “come”.

In compenso, proprio questa mia attitudine alla ricerca su questo argomento ha fatto sì che abbia letto centinaia di libri, scritto decine di articoli sull’argomento, e ascoltato sempre centinaia di persone in vita mia, senza giudicare, ma sempre cercando di capire il perché.

Una delle persone determinanti nella mia vita è stato Claudio Villa (era solo un omonimo del cantante), mio compagno di casa ai tempi dell’università e attuale proprietario del primo albergo per scambisti in Italia, il Divina Club.

Fu per me un vero e proprio maestro da vari punti di vista. Innanzitutto faceva l’istruttore di Body Building e, da vero amico, mi “iniziò” al Body Building e alla cultura del corpo e dell’alimentazione, facendomi frequentare la sua palestra gratuitamente. Un gesto che è stato fondamentale per i miei studi e per la mia vita futura, perché per anni questa disciplina si è trasformata in uno dei lavori più belli della mia vita, cosa di cui gli sarò sempre debitore.

In quanto futuro proprietario del Divina Club, aveva una vera e propria passione per il sesso, che per lui non era solo uno sfogo fisico ma, mi rendevo conto, qualcosa di più. Era per lui era un’arte, un modo di vivere, una manifestazione della sua personalità. Ne parlava continuamente, ma in un modo diverso rispetto alla massa delle altre persone; se andava in un locale per scambisti, ad esempio, non riportava le scene di sesso che aveva visto, ma anche l’arredamento del locale, l’atteggiamento del proprietario, quello dei clienti, ecc. Non era, insomma, un uomo a cui piaceva il sesso; era una specie di ricercatore del sesso. Da questo punto di vista infatti non ha mai giudicato la mia vita (all’epoca quasi priva di sesso), ma si limitava a guardarla con curiosità e a farsi raccontare da me come vivessi questa condizione per lui “anomala”; io dal canto mio mi facevo raccontare la sua (per me) strana vita fatta di sesso. Passavamo ore a parlare, e ascoltavo affascinato i suoi racconti che mi portavano in un mondo completamente diverso da quello, ottuso e bigotto, in cui ero stato recluso per anni. Diventare amico di alcune sue frequentazioni fu illuminante per me, e una delle più illuminanti fu la mia amicizia con una prostituta, che mi lasciò anni ad interrogarmi su come fosse conciliabile che il suo fidanzato fosse geloso di me, col mestiere che lei faceva (dopo anni comunque l’ho capito). Ho capito sulla vita, sul sesso, e sull’amore, molto più dalla mia amicizia con lei, che da anni di letture.

Claudio non mi disse subito di questa sua attitudine; lo venni a scoprire dopo qualche tempo a causa di un fatto che è stato determinante per farmi cambiare idea rispetto alla sessualità. Vedevo spesso coppie di suoi amici, che venivano a cena o a pranzo, o si fermavano da noi, e le vedevo tutte, inequivocabilmente, felici, allegre, complici, divertenti e divertite. Un giorno gli dissi: “Claudio, ma cosa hanno tutti questi amici? Li vedo tutti felici, sono coppie serene, affiatate, oserei dire felici… questo non è statisticamente normale, dal momento che la maggior parte delle coppie sono spente, grigie, e pallose”.

Lui rimase un po’ interdetto e poi mi disse: “Paolo, hai colto un particolare che non avrei mai immaginato; non pensavo di dirtelo, ma lo farò. Sono coppie che praticano lo scambismo”. E da lì si aprì a raccontarmi il suo mondo. E fu per me illuminante ascoltare le storie delle varie coppie, conoscerle e cercare di capire il “perché”.

Ne ricordo una, in particolare, che conobbi un giorno nel suo locale, a pranzo. Chissà perché, partendo dai miei pregiudizi, o forse per aver equivocato qualche loro frase, pensavo fossero amanti, venuti nel locale per scambisti all’insaputa dei loro coniugi. A un certo punto domandai loro: “Ma per quale motivo non state insieme ufficialmente? Si vede benissimo che vi amate, e c’è tra voi una complicità e un’intesa che non si trova quasi mai in una coppia. Cosa vi fa rimanere con i vostri partner?”.  “Ma noi – mi risposero – siamo sposati da oltre 30 anni, devi aver capito male qualcosa all’inizio della nostra conversazione”. Mi raccontarono la loro storia (che ora evito di approfondire, altrimenti i soliti minus habens un giorno scriveranno che io pratico il libero scambio e lo consiglio pure).

Queste esperienze mi fecero capire che l’idea del sesso del 90 per cento delle persone è frutto di una serie di banalità e pregiudizi, e che esistono 1000 modi diversi di viverlo (cosa che trova riscontro poi nei miei studi di astrologia, dove si incontrano 1000 modalità di vivere la sessualità, di cui non ne esiste una uguale all’altra; e la gamma delle possibilità va dalla castità alla promiscuità).

Non ho ancora le risposte che cerco alla sessualità e non so se mai le troverò, anche perché penso che svelare il mistero del sesso sia un po’ come svelare il mistero della vita. E quelli che hanno le risposte preconfezionate, vivendo spesso una infelice vita sentimentale, mi ricordano quegli scienziati che vogliono andare su Marte per scoprire se c’è vita, senza accorgersi che i pianeti sono esseri viventi (e quindi sono già vita essi stessi) e che non considerano che potrebbero esistere altre forme di vita invisibili all’occhio umano ma molto più evolute di noi; e parlano della “vita sulla Terra” senza accorgersi che il pianeta Terra è un essere vivente esso stesso.

In questi anni non sono riuscito a capire tutto, ma alcune cose mi sono chiare.

L’amore non ha nulla a che vedere col sesso, tanto è vero che la domanda chiave per capire se una persona ama il suo partner è: “Qualora lui (o lei) perdesse la capacità di fare sesso per qualsiasi motivo, o scegliesse la via della castità, lo lasceresti?”.

Il modo di vivere la sessualità invece ha molto a che fare con la felicità.

Le persone più felici che ho incontrato nella mia vita sono ai due poli opposti: sono alcuni monaci di varie tradizioni, che hanno sposato la via della castità, e vedono questo stato non come una costrizione, ma come un modo per dirigere le loro energie verso il divino (penso a personaggi come Yogananda, ad esempio, anche se di persona non l’ho mai conosciuto); e una mia amica di molti anni fa, che della sua sessualità straripante e assolutamente libera da ogni schema fece del sesso un lavoro. Viveva una vita piena, felice in ogni momento della giornata, dai piccoli gesti quotidiani ai gesti più grandi. Era piena di energia, e la donava a tutti quelli che si accostavano a lei; e aprì una scuola di Tantra. Siccome io mi chiedo sempre il perché delle cose, una delle domande che mi facevo era come mai questa fosse, secondo i miei parametri, la persona più felice che avessi incontrato, e soprattutto mi domandavo come facesse a trasmettere questa felicità agli altri (perché non sempre una persona felice riesce a trasmettere la stessa felicità agli altri e a condividerla con l’altro).

A proposito di felicità, ricordo un dialogo con Claudio Villa, qualche anno fa, in cui gli chiesi “oggi sei felice?” (avevamo infatti vissuto, anche insieme, momenti difficili negli anni in cui vivevamo nella stessa casa). Mi rispose: “Sai Paolo, chi viene in questo luogo lo fa dimenticandosi i problemi quotidiani; viene per godere ed essere felice, ed è come se vivessi quotidianamente in una specie di mondo separato dal resto, e io finalmente mi sento realizzato, e mi pare di vivere in paradiso”. Mi domando quante persone “normali” possano definire “un paradiso” il loro lavoro.

In mezzo a questi due eccessi (castità e sessualità libera) ho visto solo confusione e gente infelice dei propri rapporti.

Le persone più infelici, invece, quelle con i rapporti di coppia più disastrati, le ho trovate tra le persone che giudicavano gli altri, pensando che il loro modo di vivere il sesso fosse il migliore, e l’unico valido come via ad una felicità che, guarda caso, non raggiungevano quasi mai.

Quello che ho capito, insomma, è che il proprio modo di vivere e vedere il sesso non ha nulla a che fare con l’amore, ma ha molto a che fare con la felicità; anche se, devo dire, non ho ancora capito come la vedo io.

Ho solo capito che per me è naturale, a causa della mia conformazione astrologica, cercare di capire gli altri e i punti di vista diversi dal mio. Per la maggioranza delle persone, arroccarsi sulle proprie convinzioni, convincendosi di avere la verità, è purtroppo la norma. E nulla più che il tema dell’amore e del sesso trasforma tutti in esperti, sicuri delle proprie convinzioni, che non vengono meno neanche a fronte dei propri rapporti disastrosi che, pure, qualche dubbio dovrebbero instillarlo.

 

Per approfondire:

L’amore e il tradimento

https://petalidiloto.com/2016/11/lamore-sentire-laltro-e-il-tradimento.html

 

Sessualità

https://petalidiloto.com/2017/11/dinamiche-energetiche-nei-rapporti-sessuali-coppia-parte-2-lattrazione.html

 

 

8 Commenti

  1. te lo dico io , boh , poi leggo l’articolo , se il sesso non ci fosse i rapporti tra le persone sarebbero molto meglio , già con tutti i casini che ci sono , ci metti di mezzo anche il sesso , è un casino totale … sarebbe meglio non esistesse … mo lo leggo…

    • Pienamente d’accordo!

      Oltre al fatto che a letto è assai più rilassante leggere un buon libro che doversi preoccupare di fingere orgasmi e procurarne ad altri…

      La libertà dal bisogno sessuale è la conquista più grande che l’umanità possa mai raggiungere, altro che Marte!

  2. Paolo un commento di supporto…spero sia interpretato cosi…posti degli articoli interessanti e mai banali che fanno sempre pensare qualunque sia il tema….ma ultimamente che stiamo vivendo un periodo platealmente strano con tante cose che non tornano perchè non parli più di attualità ? ti sei rassegnato anche tu?…insomma strutture all’interno delle istituzioni che si stanno palesando sempre più corrotte, lotta di potere mondiale, pandemia dalle mille interpretazioni, mass media che forse hanno toccato il livello massimo di disinformazione più delle fake news stesse….non ritorni più sui temi di una volta ? grazie comunque per le tue letture mai scontate e banali…

    • Ciao Giova. In realtà ce ne siamo occupati anche con trasmissioni radio, su youtube, ecc. Ma non posso parlare sempre delle stesse cose, peraltro dette anche da altri (vedi ad es. Mazzucco, Carpeoro ecc.)

      • ciao Paolo, è vero bisogna variare..ma ti ho scritto questo perchè non tutti parlano delle stesse cose con il medesimo livello di approfondimento o non danno le stesse interpretazioni, diciamo che tutti i temi che tratti sono ”ragionati” in un certo modo che ti caratterizza…comunque continua a scrivere che ti leggiamo sempre con curiosità…buon ferragosto e buon proseguimento d’estate !

  3. Articolo divertente e interessante, dal quale sono lontana anni luce.

    Nel mio percorso spirituale che dura ormai da molti anni ho invece imparato che nello sciamanismo l’attività sessuale è considerata uno spreco di energia e quindi se uno vuole fare un serio percorso in quel senso deve astenersi dal praticarla.
    Anche molte altre discipline spirituali predicano le virtù della castità e a ragione.

    Ovviamente la cosa deve essere il risultato di una scelta consapevole, e in genere in chi pratica certe discipline lo è.
    La questione sesso sacro presente in tanti rituali e culti è solo l’ennesimo parassitaggio astrale attraverso l’energia sessuale, una delle più ambite dagli inorganici predatori.
    Per cui non c’è proprio nulla di sacro.

    Viviamo in una società completamente decadente, dove il sesso promiscuo viene visto come qualcosa di figo e moderno, mentre in realtà è roba per bestie involute.
    Chi non è in grado di vivere con equilibrio i propri istinti sessuali arrivando a sublimarli non farà mai alcun salto evolutivo, che è l’unico motivo per cui ci reincarniamo ogni volta, per cui l’ennesima esistenza sprecata.

    E poi parliamoci chiaro, se una coppia deve la sua felicità a una serie di scopate in giro con sconosciuti non posso non provare una profonda pena per gente che nella scala evolutiva è rimasta al riccio, ma c’è per fortuna chi punta molto, molto in alto.

    La libertà dal bisogno sessuale è una delle forme più appaganti di libertà, e una volta sperimentata non si torna più indietro, semplicemente perché il sesso è una cosa talmente banale e uguale a se stessa che tocca inventarsi mille modi per non cadere vittima della routine. Già questo lo squalifica totalmente.
    E poi suvvia, è solo istinto animale di procreazione, null’altro, ormai trasformato in qualunque cosa solo per mentire a se stessi.

    Insomma, scopate di meno e fatelo meglio, trattenendo al massimo l’energia quindi non eiaculando che il mondo è già sovrappopolato e vi ringrazierà per l’atto di continenza contraccettiva, pratica a quanto pare poco praticata in quarantena.

    C’è ancora chi ha il coraggio di figliare in questo periodo storico.
    Che orrore.

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