Crowley era un mago bianco?

Una rivisitazione della figura di Crowley

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In questi anni in cui sto cercando di capire sempre di più il mondo della magia e della spiritualità sono arrivato ad una conclusione per certi versi sconcertante, ma che poi, a ben guardare, cosi sconcertante non è per chi segue la cosiddetta controinformazione. Ho cioè rivalutato la figura di Aleister Crowley e, attualmente, penso che egli fosse esattamente il contrario di come lo dipinge la vulgata ufficiale, che lo vorrebbe come il re del male, e il mago nero più importante dell’era contemporanea.

  • Negli ultimi 2 secoli, non è mai successo che un vero mago nero sia stato additato come tale e i suoi crimini siano stati denunciati pubblicamente. I veri maghi neri infatti, rimangono sempre nell’ombra (anche perché, agendo con sistemi magici, non si può poi portare le prove dei crimini da essi commessi). Ammesso e non concesso che Crowley fosse stato un mago nero, avremmo l’unico caso al mondo di un mago nero che viene riconosciuto come tale. Possibile, certo, ma non probabile.
  • Il vero mago nero non rivela mai per nessun motivo i suoi segreti. Non tanto per un problema legato al cosiddetto segreto iniziatico, quanto per una questione di potere; più la gente comune rimane ignorante sul problema della magia, e maggiore è il potere e la possibilità di azione che hanno i maghi neri, permettendo loro un maggiore controllo delle masse. Tanto è vero che, come rivela Franz Bardon, le comunità come il Cicap e altri organismi sono promosse da maghi neri, con lo scopo di frenare la consapevolezza dei fenomeni occulti tra la gente comune. Crowley invece rivelò tutto ciò che sapeva ed entrò in conflitto con la Golden Dawn proprio perché ne diffuse i rituali; e continuò durante tutta la vita a diffondere con i suoi scritti quello che sapeva.
  • Della biografia di Crowley sappiamo praticamente tutto. Sappiamo chi erano i suoi genitori, abbiamo i suoi diari, i suoi scritti, sappiamo quali viaggi fece e in quali date. Della biografia di altri maghi dell’epoca, come ad esempio Arthur Edward Waite (fondatore dell’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’oro indipendente e rettificato) o William Westcott (fondatore della Golden Dawn) non sappiamo praticamente nulla. Di Crowley abbiamo addirittura la data di nascita con l’ora precisa per poterne fare un quadro astrologico (cosa che un vero mago nero non darebbe mai), mentre reperire qualsiasi informazione su Waite e Westcott è praticamente impossibile. Dai miei studi e dalle mie ricerche (rimando ai miei precedenti articoli per questo) risulta che Waite è il fondatore della Rosa Rossa, e Westcott era uno dei responsabili dei delitti commessi da Jack lo squartatore (non a caso Westcott era uno dei magistrati che indagava sui delitti; e non a caso non sappiamo quasi nulla di lui).
  • Nei libri di Crowley ci sono tutti gli elementi per distinguere bene tra magia bianca e magia nera e poter fare consapevolmente una scelta tra le due. In particolare, nel suo romanzo “Figlia della luna” Crowley dà molti elementi in cui mostra di saper distinguere molto bene le conseguenze delle due pratiche magiche; e indica chiaramente Waite e Westcott come maghi neri, mentre il suo personaggio è diviso tra due personalità in conflitto, Cyril Grey (un mago bianco che non ha ancora raggiunto il vertice della magia bianca e la piena consapevolezza di essa) e Simon Iff, un mago bianco più evoluto che segue la via del Tao, ovvero la via della non azione.
  • Durante la sua vita Crowley fu addirittura accusato sui principali giornali dell’epoca, di uccidere bambini. Ora, chi segue il nostro blog sa bene che quella della sparizione dei bambini in tutto il mondo è una piaga che esiste da sempre; ma mai nessuno ha veramente pagato per una cosa simile, nè mai i giornali hanno divulgato i veri nomi dei responsabili di queste vicende (salvo alcune vicende eccezionali, molto fumose e mai approfondite, come il recentissimo caso Epstein, il caso Doutroux in Belgio, i cui i nomi furono fatti di sfuggita senza che mai nessuno approfondisse davvero). In sostanza, Crowley sarebbe l’unico mago nero uccisore di bambini nella storia recente ad essere pubblicamente smascherato. Una cosa a mio parere impossibile.

 

Uno degli episodi che mi ha fatto scattare la molla per vedere la figura di Crowley in modo diverso sono stati i dialoghi con Silvia Pepe, un esoterista che vive in Inghilterra attualmente la più autorevole studiosa di Dion Fortune, che custodisce molti dei segreti relativi ai maghi dell’epoca. Chiesi a Silvia come mai sappiamo pochissimo del rapporto che esisteva tra Dion Fortune e Crowley, nonostante entrambi vivessero a Londra nello stesso periodo e fossero stati membri delle stesse scuole iniziatiche e quindi necessariamente si saranno incontrati e frequentati. Silvia mi rispose che Crowley e Fortune avevano un rapporto molto stretto, ma le disse di non parlare mai del loro rapporto, perché in futuro il proprio nome sarebbe stato legato indissolubilmente alla magia nera, mentre quello di Fortune alla magia bianca, ed era opportuno che lei non venisse “sporcata” dalla contaminazione che la maggior parte delle persone avrebbe fatto tra i due. Ebbene, mi dissi, questo non è un ragionamento che farebbe un mago nero (casomai avrebbe ragionato esattamente al contrario) e dimostrava anche le capacità di veggenza sul lungo periodo di Crowley, ma anche le sue doti umane, poco compatibili con i sentimenti che può provare un vero mago nero; ho quindi studiato meglio la sua figura, ascoltando testimonianze da più fonti diverse.

E’ vero che egli praticava anche la magia nera; ma questo lo ammette lui stesso, racconta i rituali che operava, ed è noto a chi ha studiato la sua biografia il fatto che, durante un rituale, commise un errore che gli costò caro (anche in termini di serenità della sua vita successiva).

Mi sono convinto quindi (ma è un’idea mia, non condivisa da molti) che i veri maghi neri dell’epoca erano Waite (che, però, ad un certo punto della sua vita cambiò il suo sentiero, tanto è vero che divulgò molti rituali – in Italia editi dalle edizioni Rebis, con il titolo “Il libro della magia cerimoniale” – scrisse pere di misticismo, sulla Maddalena e sul Graal) e  Westcott, e Mathers (soprattutto la moglie Moina Mathers); mentre a Crowley fu fatto pagare il prezzo per aver divulgato i rituali magici della Golden Dawn, per non aver aderito alla parte più oscura della fratellanza nera dell’epoca e per non aver venduto i suoi servigi magici ad una delle due parti in confitto durante la seconda guerra mondiale. Più o meno come accadde a Franz Bardon per non aver ceduto i suoi servigi a Hitler e non averlo aiutato magicamente a fargli vincere la guerra. Analogo prezzo fu fatto pagare ad Oscar Wilde, che era aderente alla Golden Dawn, e che fu processato e morì in galera, per essersi apertamente scontrato con la dirigenza della fratellanza, di cui non approvava probabilmente gli omicidi rituali.

Questa inversione di ruoli (in cui i buoni sono visti come cattivi e viceversa) è tipico dell’informazione ufficiale e avrei potuto anche arrivarci prima, consapevole, come dice David Icke, che la realtà è esattamente il contrario di come viene presentata dalla vulgata ufficiale. Mi ci sono voluti anni per arrivare a operare questa inversione di credenza perché, esattamente come tutti, sono ancora condizionato dalle informazioni “ufficiali” e spesso fatico ancora a distaccarmene per formarmi un pensiero autonomo.

Sul rapporto tra Crowley e Dion Fortune vedi anche:

https://petalidiloto.com/2021/07/alistair-crowley-e-dion-fortune/

Note.

  • La storia di Franz Bardon è narrata nel libro “Frabato il mago” edito da Venexia edizioni.
  • Per il rapporto tra Crowley e Dion Fortune si può leggere il libro “Aleister Crowley e Dion Fortune” di Alan Richardson, Venexia edizioni.

 

4 Commenti

  1. Ciao Paolo, meglio tardi che mai…mi sono sempre chiesta come mai uno come te che aveva capito da solo tante cose (non scontate) poi non riuscisse a fare un passaggio logico tanto ovvio su Crowley. Purtoppo lui come tanti altri ha pagato il prezzo di essersi messo contro coloro i quali veramente non hanno a cuore l’umanità…Crowley invece aveva a cuore l’umanità e questo si evince chiaramente dalla sua opera ed è stato anche testimoniato dalle sue amicizie più care con persone stimabili come Fernando Pessoa, Alan Bennet, Dion Fortune, Frieda Herris e altri che mai avrebbero amato stringere amicizia con un malfattore. Tra l’altro forse Crowley è tra i pochi uomini che in quell’epoca di guerre non ha mai ucciso nessuno…aveva solo il ‘difetto’ di cercare la verità e di detestare l’ipocrisia…buona ricerca caro Paolo

  2. Bellissimo articolo Paolo!

    Anni fa, proprio qui sul blog e sotto uno dei tuoi articoli sulla magia scrissi che nessuno poteva davvero sapere chi era Crowley, e tantomeno poteva demonizzarlo basandosi sulle solite notizie sdoganate dal sistema e i suoi servi.
    Per indole non credo mai alle facili demonizzazioni o alle santificazioni (Giovanni Paolo II o Madre Teresa ad esempio, per carità!) fatte da chiunque faccia da ripetitore a chi ha tutto l’interesse a far passate taluni per esempio di virtù ed altri per demoni incarnati.

    Per fare un esempio sull’uso di magia nera che tanto impauriti chi non è all’interno di certi percorsi spirituali, chi come me pratica lo sciamanismo conosce perfettamente sia tecniche di magia bianca che di magia nera, perché se veniamo attaccati da maghi neri, che noi definiamo stregoni, dobbiamo saperci difendere fino all’ultimo respiro.
    L’importante è usare certe tecniche solo ed esclusivamente per difesa e MAI per nuocere al prossimo, chiunque esso sia, ma proprio chiunque, altrimenti non si è più sciamani ma stregoni e si entra in ben altre vibrazioni ed energie.
    Ma sono scelte individuali che nessuno sciamano giudica.
    D’altronde per praticare la magia e lo sciamanismo bisogna mollare parecchie cose, non solo il giudizio verso se stessi e gli altri, ma anche i numerosi condizionamenti a cui si è sottoposti fin dalla nascita.

    Non ho mai letto il romanzo di Crowley a cui accenni e quello sul suo rapporto con la Fortune, vedrò di procurarmeli.

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