Rivoluzioni Colorate: come si esporta la democrazia

Chi c'è davvero dietro alle rivolte apparentemente spontanee in Ucraina e in altri paesi dell'Est Europa?

0
Successivo

3. La Rivoluzione Ucraina

Un discorso a parte merita l’attuale situazione ucraina, che è figlia della rivoluzione del 2004. Nell’autunno del 2013 il governo ucraino (presieduto da Janukovic, ritornato al potere dopo la rivoluzione del 2004) sospende l’accordo di associazione con l’Unione Europea e cominciano le manifestazioni di protesta denominate EuroMaidan (“Euro-Piazza”, perché le rivolte di piazza erano a favore dell’avvicinamento dell’Ucraina all’UE). Le proteste si fecero sempre più accese, fino a culminare negli scontri violenti di febbraio 2014 a Kiev, con conseguente colpo di stato da parte dell’opposizione e fuga del presidente Janukovic.
Nel raccontare la nuova rivoluzione europeista, i media internazionali hanno messo in atto la consueta disinformazione e hanno capovolto o omesso i fatti. Ad esempio non ci è stato raccontato il ruolo avuto da Victoria Nuland, assistente del Segretario di Stato USA. È emerso tramite delle intercettazioni che, ben prima del rovesciamento del presidente Janukovic, la Nuland parlava con l’ambasciatore USA in Ucraina della composizione del nuovo governo rivoluzionario che si sarebbe insediato a Kiev, dando indicazioni su chi ne avrebbe fatto parte e chi ne sarebbe stato escluso. La stessa Nuland, nel dicembre 2013 – ovvero quando le proteste pro-UE si stavano intensificando – dichiarò che “gli Stati Uniti hanno investito 5 miliardi di dollari per dare all’Ucraina il futuro che merita”. Da questa dichiarazione si può ben dedurre in che mani sia il futuro dell’Ucraina (di certo non in quelle degli ucraini, ma di forze esterne al Paese). E, a 8 mesi di distanza, stiamo anche vedendo, giorno dopo giorno, i frutti nefasti di quell’operazione per il “futuro dell’Ucraina”, che pare non essere per niente roseo, così come il suo presente.
A conferma delle notizie che erano già trapelate riguardo i manovratori occulti della rivolta, abbiamo anche le dichiarazioni dell’ex capo dei servizi di sicurezza ucraini Aleksandr Yasimenko in merito alle persone chiave che hanno direttamente causato gli scontri di Kiev nel febbraio 2014. Oltre a fornire i nomi dei suoi colleghi che hanno armato i cecchini, Yasimenko afferma che il centro di comando dell’intera operazione Maidan era l’ambasciata americana a Kiev.
Longa manus delle proteste è ancora una volta il magnate speculatore George Soros, per sua stessa ammissione. Il 27 maggio 2014, in un’intervista alla CNN, Soros ha dichiarato: “Ho creato una fondazione in Ucraina prima che il paese diventasse indipendente dalla Russia. Questa fondazione ha continuato a operare e ha avuto un ruolo importante negli eventi recenti”. Infatti molti partecipanti alle manifestazioni di Piazza Maidan a Kiev erano membri delle ONG fondate da Soros o erano stati addestrati da queste stesse ONG in seminari sponsorizzati dall’IRF (International Renaissance Foundation) di Soros e dai suoi numerosi istituti e fondazioni facenti parte dell’Open Society.

Come abbiamo visto, dietro alle rivolte apparentemente spontanee nate in vari paesi dell’Europa dell’Est (ma anche in altre zone del mondo) ci sono sempre gli stessi personaggi, le stesse organizzazioni, gli stessi poteri. Tracciando i collegamenti tra di loro, è possibile capire chi ha davvero voluto, organizzato e finanziato le rivoluzioni colorate, con l’obiettivo di far salire nei posti di potere uomini appartenenti alla loro cerchia, in modo che prendano decisioni politico-economiche a favore di quegli stessi poteri che li hanno sostenuti. Tutto ciò viene attuato con l’immancabile complicità dei media internazionali, che raccontano una realtà distorta e volutamente manipolata. Nel prossimo articolo approfondiremo l’argomento, occupandoci delle cosiddette “Primavere Arabe”: ovvero tutte quelle proteste e rivolte che hanno interessato il mondo arabo negli ultimi 4-5 anni e che, come vedremo, hanno molte caratteristiche in comune con le Rivoluzioni Colorate.

 

Leggi anche: Primavere Arabe, come si destabilizza il Medio Oriente

Primavere Arabe: come si destabilizza il Medio Oriente

 

 

Successivo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here