Manifestazioni di piazza e logica del potere

Due parole a margine della manifestazione di Roma

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Non sono andato alla manifestazione di Roma perché sapevo come sarebbe andata a finire. Alcuni (a volte infiltrati dei servizi, altre volte semplici imbecilli) commettono atti di aggressione da una parte cosicché, inevitabilmente, i giornali riprenderanno solo questi. Solo il quotidiano “La Verità” stamattina ha titolato: “Un gruppo di idioti assalta la sede della CGIL”. In tutti gli altri casi, quotidiani e TG hanno puntato il dito contro le violenze commesse dai manifestanti (il TG5 ha titolato “è stato un sabato di violenza e guerriglia ieri a Roma”).

Dall’altra parte la polizia (composta spesso da persone che vorrebbero solo fare il loro lavoro in santa pace, e che magari condividono le stesse idee dei manifestanti) se la prende pure con chi non c’entra nulla e sono stati caricati manifestanti pacifici che avevano portato con loro bambini piccoli addirittura nel carrozzino.

Questo succede in parte perché la confusione generale non permette di essere lucidi; in parte perché a volte ci sono precise volontà e ordini superiori per creare il caos. In questa occasione, a quanto mi risulta dai resoconti di quelli che sono andati alla manifestazione, è successo esattamente questo, ovverosia che la polizia ha usato idranti e lacrimogeni contro persone che non c’entravano nulla con le violenze.

Quando succedono queste cose vuol dire che ci sono precisi ordini superiori: ordini a una parte, in genere minima, della polizia per caricare gente che non c’entra nulla; e ordini ad infiltrati nella manifestazione di creare caos e violenze, ove queste non ci fossero spontaneamente. Per convincersi di questo che dico basta riflettere sul fatto che Giuliano Castellino, uno dei responsabili dell’assalto alla CGIL, e che ha parlato sul palco durante la manifestazione (ma chi lo aveva invitato? chi ha organizzato il suo intervento?) è teoricamente un sorvegliato speciale dall’anno scorso per alcuni reati commessi ad ottobre 2020. Quindi è evidente la precisa volontà dello Stato di far degenerare la manifestazione in violenza, programmando in anticipo tutta la vicenda.

Lo schema è esattamente quello del G8 di Genova, dove i Black Bloc, ovverosia agenti dei corpi speciali sotto copertura, agivano indisturbati e distruggevano tutto, mentre la polizia caricava manifestanti dell’Azione Cattolica o dei centri sociali completamente inermi e disarmati.

Purtroppo la maggior parte delle persone non impara nulla dal passato, e il presente si ripete sempre uguale.

Tutto questo è funzionale, per chi sta al potere, per poter aumentare la repressione, e al tempo stesso rovinare tutto il movimento no green pass, creando divisioni all’interno dello stesso.

Due cose mi hanno colpito nel dopo manifestazione, che sono la logica conseguenza (per chi conosce i meccanismi del potere) di manifestazioni come questa:

1) la CGIL si è affrettata a diramare un comunicato dicendo che la sede era stata assaltata da Forza Nuova e No Vax (nell’intento di accostare le violenze ai no vax, quando invece la manifestazione era contro il Green Pass, che è una cosa diversa). Cioè un organo che dovrebbe difendere i diritti dei lavoratori (perché di questo si parlava, alla manifestazione), non solo non li difende, ma cambia le carte in tavola e parla di assalto No Vax.

2) Nunzia Alessandra Schilirò, la vice questore di Roma, che alla manifestazione di fine settembre era salita sul palco per parlare contro il Green Pass, osannata dalla maggior parte dei No-Green pass, improvvisamente è stata oggetto di attacchi e insulti sulla sua pagina perché non ha preso in modo netto la difesa dei manifestanti. Tornerò dopo su questo punto degli attacchi.

Per ora voglio commentare una parte del discorso di Nunzia fatto alla manifestazione del 25 settembre.

Tra le tante cose giuste dette in quel discorso, secondo me ne ha detta una che è in parte giusta e in parte sbagliata, se la riferiamo a manifestazioni come quella di ieri. Disse infatti “manifestare è come denunciare un delitto“. Purtroppo è vero; denunciare (come manifestare) magari servirà a poco, ma comunque è perlomeno il primo passo da fare se si vuole ottenere giustizia.

Il problema è che denunciare un delitto serve a poco, perché in genere la giustizia si rivela inefficiente, quando si tratta di delitti di media gravità secondo il codice penale (omicidi comuni, truffe, violenze); ma non serve a nulla, e si ottiene addirittura un effetto peggiore, quando si tratta di delitti gravissimi, commessi da persone potenti (stragi di stato, pedofilia di stato, collusioni stato-mafia, ecc.). Non a caso quando ho fatto i nomi di alcuni personaggi potenti coinvolti in delitti gravissimi, ho utilizzato il web, scrivendo articoli, ma non ho fatto alcuna denuncia, sapendo che non avrei ottenuto nessun risultato.

Manifestare contro il potere segue la stessa logica. Se si deve manifestare contro un abuso nel proprio comune, o nel proprio quartiere, o al massimo nella propria regione, la manifestazione servirà a poco ma talvolta qualche risultato lo si ottiene.

Ma quando si manifesta contro un potere di livello nazionale o internazionale, la cosa serve solo a peggiorare la situazione, perché chi detiene le leve del comando in genere è perfettamente in grado di prevedere in anticipo tutte le mosse che verranno fatte, e quindi sono previste in anticipo anche le contromosse.

Il problema del green pass, come quello dei vaccini e del Covid in generale, è un problema internazionale, e non si può pretendere di risolverlo con una manifestazione locale, ancorché a largo consenso come quella di Roma.

La domanda che mi pongono tutti in questo caso è: ma allora non dobbiamo fare nulla e dobbiamo solo piegare la testa passivamente?

No. La soluzione è quella di organizzarsi, ma in modo diverso. Organizzarsi per diffondere le cure alternative al Covid e non farsi sopraffare dalla paura della malattia; organizzarsi per disapplicare il green pass (che in molte città d’Italia di fatto non è applicato da nessuno), per creare soluzioni alternative (imprenditori che hanno deciso di pagare loro il tampone ai dipendenti; ricorsi giudiziari; persone che per non sottostare al ricatto cambiano lavoro o si licenziano, o si sospenderanno dal lavoro), per diffondere consapevolezza sulla volontà di un potere che non ha il fine di curare la salute dei cittadini, ma quella di paralizzare l’economia, per redistribuire il potere economico e scrivere una nuova geografia politica, sociale, ed economica del mondo, con la scusa di un virus che potrebbe essere curato tranquillamente da casa, quando è preso in tempo e curato senza il ricorso a “tachipirina e vigile attesa”, o a vaccini che hanno effetti collaterali superiori ai benefici nella maggior parte dei casi.

Voglio ora concludere con la questione degli attacchi a Nandra. Essendo mia amica, ne conosco le motivazioni e so cosa la muove. Per come la vedo io, alla manifestazione di Roma del 25 settembre è stata presa senza volerlo in un meccanismo più grande di lei. A 40 anni, cioè alla sua età, credevo anche io che il diritto servisse a qualcosa, che manifestare servisse a qualcosa, che essere attivi politicamente servisse a qualcosa. A 56 anni ho capito che tutto questo non serve a nulla, e che l’unica via da percorrere è prima di tutto quella della comprensione spirituale e del lavoro su di sé (lavoro che consiste, molto semplicemente, nello smettere di cercare di cambiare la realtà esterna, aspettando che il cambiamento venga da fuori o sperando di ottenerlo coi propri gesti, ma di cambiare invece noi stessi, per vedere l’esterno con occhi diversi).

Personalmente, quando ho cercato di cambiare l’esterno in meglio, mi sono ritrovato come peggiori nemici in genere proprio le persone che volevo aiutare e per cui combattevo.

Ed è il percorso che dovrà fare anche Nandra (a cui auguro di tirarsi presto fuori da tutto questo casino per dedicarsi al suo sogno di vivere solo scrivendo; sogno con cui potrà fare per gli altri molto di più rispetto alla difficile posizione in cui si trova adesso, dove qualsiasi mossa faccia sarà inevitabilmente attaccata su più fronti); percorso che, teoricamente, dovrebbe fare ciascuno di noi.

 

Di seguito, il commento di Nunzia Alessandra Schilirò sulla manifestazione di ieri, apparso sulla sua pagina Facebook e pubblicato sul nostro sito:

https://petalidiloto.com/2021/10/nunzia-alessandra-schiliro-dopo-la-manifestazione-del-9-ottobre-commento/

 

 

3 Commenti

  1. Purtroppo l’analisi di Paolo stavolta non è troppo esatta. Castellino non è uno qualunque , ma una persona a cui è stato dato il palco sempre durante queste manifestazioni . La missione di questo gruppo , già collaboratore di alemanno con il popolo di Roma , è quello di incanalare la protesta per portare i voti a fratelli d’Italia sopratutto in vista del ballottaggio . Per questo hanno attaccato il sindacato , per mettere in scena il solito conflitto fascisti contro comunisti . Ma se pensiamo che la crisi mondiali del coronavirus è stata organizzata a monte , come facciamo a pensare che i colpevoli di questo siano quelli della cgil che non contano nulla da almeno 40 anni ?
    Durante il g8 e in quegli anni si parlava del problema della sorveglianza , delle multinazionali, degli esperimenti genetici e di tanto altro . E i manifestanti andavano a colpire i simboli di quel potere .
    Al centro di Roma sono presenti palazzi de potere politico , sedi centrali di banche , c’è l’apple store più grande d’Italia e tanti altri luoghi che sono davvero coinvolti in questa situazione . Perché non andare a colpire simbolicamente quei luoghi e invece andare a commettere violenza su persone all’interno di una sede sindacale a un anno dal centenario della marcia su Roma ?
    Si ha la netta impressione che la
    Destra non sia interessata davvero a contrastare il potere , ma a sostituire la
    Concorrenza e fare le stesse cose se non peggio .
    Così la manifestazione ha perso ogni significato profondo .

    • In realtà la manifestazione, come ho scritto in un altro commento, è partita già infiltrata. Era organizzata da Castellino e la deriva violenta si capiva già da quando lui inneggiava dal palco.
      Lo scopo non è certo quello di portare voti a Fratelli d’Italia. Lo scopo è esattamente quello che è accaduto e le reazioni successive.
      Comunque che Castellino non è uno qualunque è stato detto nell’articolo. E’ evidente che l’hanno lasciato fare ed era lì apposta.

  2. Concordo con te Paolo, e noto con sempre più perplessità che anche tra i contrari al vaccino ci sono spaccature abbastanza profonde.
    Pare che l’ego non riesca a essere tenuto a freno.
    Ho smesso di seguire certi canali youtube perché ogni volta era uno stillicidio di critiche verso l’uno o l’altro movimento o partito nato da poco e un ripetere “eh ma noi siamo diversi, noi non faremmo mai questa cosa, noi non organizzeremmo mai proteste in quel modo “, e così si perde tempo, energia, tutte cose che dovrebbero essere invece incanalate in azioni costruttive.
    Dove sono ad esempio le persone curate da Amici, la De Mari, De Donno, Stramezzi?
    Perché non sono le prime a fare da cordone protettivo per questi medici quasi tutti sospesi dall’ordine e a portare le loro testimonianze ovunque?
    Sembrano tutti sorci nascosti in cantina, come i parenti dei morti di Bergamo e Brescia, ognuno pensa per sé ma potrebbero fare l’enorme differenza formando associazioni, gruppi, organizzazioni.

    L’Italia è veramente un paese di morti che temono di morire, pensano che le manifestazioni si possano fare tra un aperitivo e l’altro, non hanno la libertà e la ribellione nel DNA, come dice Malanga.
    Basterebbero atti giornalieri di disobbedienza civile, cosa potrebbe fare Draghi? Far arrestare milioni di cittadini?
    Invece no, proteste e casini in museruola e poi appena arriva la febbre subito a fare il tampone, senza capire sti rincoglioniti che sono più i tamponi che il vaccino il danno reale, perché sti cazzo di tamponi stanno facendo continuare la pantomima del Cogliona virus e se non mollano i tamponi non se ne esce, sono farlocchi e non rilevano una fava, ma niente, non ce la fanno.
    Sono contro il vaccino ma hanno paura di ammalarsi e fanno il tampone ogni 2 giorni.
    È una guerra persa in partenza.

    Come si può pensare di cambiare qualcosa se non si ha il coraggio di iniziare da sé stessi? Invece no, qui la gente fa le cose solo se conviene farle, moltissimi fanno il vaccino perché è gratis e il tampone invece no, fosse a pagamento gli hub sarebbero stati vuoti.
    Ammetto che vedere la sede CGIL assaltata mi ha fatto piacere, sarà che mi stanno antipatici forte i sindacati, per non dire che li schifo assai, ma è chiaro che è tutto strumentale a certe forze politiche che come alcuni nuovi partiti vogliono solo cavalcare l’onda del profondo malessere per accaparrarsi voti ed entrare in Parlamento e nei posti di potere.

    Non si cambia il sistema da dentro il sistema, chi ci crede si faccia vedere da uno bravo

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