Skip to content

5 Comments

  1. PB
    18 Luglio 2023 @ 22:09

    “Ogni avvenimento esterno è la proiezione di ciò che abbiamo dentro.” Forse più che proiezione è sintonizzazione e quindi attrazione? È una frequenza, come le onde radio. E il livello “medio” in cui, in ogni momento, “viviamo dentro” i vari livelli, è sempre sintonizzato con l’esterno. È come dicesse al mondo: ho bisogno di questo per andare avanti (la famosa frase, dio ti dà ciò di cui hai bisogno, non ciò che chiedi) e il mondo te lo dà anche se non lo “volevi”. E qui si potrebbe entrare a vedere, quale piano sta intervenendo di più di volta in volta? Karmico, Egoico, Psicologico, Astrologico, Destinico ecc, sono discriminazioni sottili, non mentali né giudicanti, fanno da bussola per capire il settore preponderante, è una danza leggera dell’attenzione, e tenerla lì, nel pallottoliere dell’ attenzione se dovesse servire, senza pensarci.
    Questo a livello del cercatore.
    Il trovatore invece, colui che ha trovato ed è, è arrivato in fusione abbastanza costante/impeccabile col divino, e quindi la frase di merlino è perfetta, “inizierai a manifestare invece che attrarre” (o meglio è attratto/attrae/è il divino, che manifesta). E agli occhi della persone normali è tanta roba, pure strana, mentre a ben vedere è solo un servo capace, con un’ unica volontà costante dettata dall’esperienza che, per lui, quella è la cosa migliore nella vita. Persone con una missione a cui non rinunciano per niente al mondo. Forse era dio che cercava se stesso per ritrovarsi, il suo gioco divino.
    Ovviamente ci si arriva per gradi, gradualmente aumenti la presenza e la manifestazione, e anche di questo parlano molte fiabe.

    Reply

  2. dave
    18 Luglio 2023 @ 22:53

    grazie. ne avevo proprio bisogno.
    adesso
    di un articolo cosi
    ciao . un abbraccio
    dave

    Reply

  3. th
    19 Luglio 2023 @ 17:48

    Ciao Paolo. Il commento non c’entra molto con il post ma… cose ne pensi della morte di purgatori?.

    grazie.

    Reply

  4. Giuseppe Abruzzese
    22 Luglio 2023 @ 12:18

    Grazie, perché ci sei e i tuoi articoli, per me, sono importanti.

    Reply

  5. Anna
    24 Luglio 2023 @ 15:37

    Se ti riferisci ad Allan Kardec lui dà proprio le direttive, diciamo così per capire con che tipologia di spiriti si ha a che fare, nei suoi libri.
    Anche noi praticanti sciamani facciamo quello che consiglia Kardec quando abbiamo a che fare con le entità, e non ci si sbaglia mai.
    Posso dire tranquillamente che l’entità di Rahel è un inorganico, come viene definito nello sciamanismo, o entità parassita. Quelli in buona sostanza che quando fai i viaggi fuori dal corpo appaiono spesso come rettili e pertanto definiti erroneamente “rettiliani” da Icke e compagnia.
    Vivono nella dimensione accanto alla nostra e per poter attraversare la loro dimensione-requisito indispensabile per andare in tutte le altre, loro sono la “dogana”- bisogna farseli amici piaccia o no, ma senza farci comunella o sono guai.
    Anche le entità che ti dicono che sei un fallito sono pessime, non funziona così con le entità dei mondi superiori. Anche noi veniamo sgridati ma bonariamente e nessuno di loro ci ha mai detto che siamo dei falliti. Il lavoro sull’ego in genere te lo fanno fare mandando situazioni sgradevoli come test ma mai direbbero cose come “Sei un fallito” eccetera.
    Mariapaola invece aveva le “giuste” entità; le entità buone agiscono in modi poco comprensibili ma molto efficaci nel medio-lungo periodo, e contribuiscono grandemente alla nostra evoluzione.
    Naturalmente concordo al 100% con la proiezione del nostro stato di coscienza, e la frase di Merlino in cima all’articolo è perfetta.
    Ricorderò sempre una frase di Malanga: ” Gli ultimi 2-3 anni nel dipartimento di chimica avevo raggiunto una consapevolezza tale che non incontravo più nessuno nei corridoi, sono stati gli anni più belli”.
    Chi non fa un percorso spirituale serio e strutturato non comprende che ad un certo punto ti accadono solo eventi positivi o nulla. Molti interpretano quel nulla come vita piatta, senza eventi appunto, vita solitaria.
    Quel “nulla” invece è tutto.
    È la soglia perfetta verso l’infinito e l’esplorazione vera di noi stessi, perché l’universo intero siamo noi, cosa mai potremmo volere di più?

    Un abbraccio a te e Stefania.

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *